Pubblicità: con chi credete di avere a che fare?!?

L’articolo in questione tratta dell’accusa mossa alla Kellogg’s, nota azienda produttrice di alimenti per la prima colazione e la merenda di bimbi e non solo, di pubblicità ingannevole: sulla scatola di un tipo di cereali al cacao sono segnalate – dallo scorso maggio, non a caso… – le proprietà “immunizzanti” del prodotto, che con il suo “carico” di vitamine e antiossidanti contribuirebbe ad innalzare le difese dei piccoli consumatori contro gli attacchi di virus minacciosi (e non scenderò in particolari…).

Il discorso potrebbe partire da lontano… Come ignorare gli spot di prodotti per le pulizie domestiche in cui le massaie-madri-di-famiglia vengono rappresentate alla stregua di cenerentole svampite e sciocchine, spesso candide e sprovvedute, o al contrario tronfie di competenza e perizia e trionfanti per il bucato abbagliante o per la stiratura perfetta…

Ma vogliamo forse dimenticare certe acque dai poteri “dimagranti”, cereali-barrette-snack nutrienti e amici della linea, yogurt dal contenuto di calcio anti-ciccia?

L’elenco dei messaggi fuorvianti di tante pubblicità rivolte proprio a noi non si esaurisce di certo qui, ma proseguire rischierebbe di allontanarmi dallo scopo, ossia denunciare quello che – personalmente – mi porta al colmo dell’indignazione (come se quanto detto finora mi lasciasse indifferente…): per spudoratezza, malafede e – nel caso dei cereali di cui all’articolo del Corriere.it – bieco opportunismo.

Se si potesse evincere da spot e pubblicità su giornali e riviste la considerazione tributata alla categoria “mamme”, cosa rispondereste? Non hai ancora partorito, che immagini di neo-mammine belle e in forma ti spingono all’acquisto di cremine e cremoni per ritrovare in un battibaleno la silhouette di una silfide (sempre che ti sia mai appartenuta), senza dimenticare che certi prodotti spesso contengono principi attivi (caffeina, estratti tiroidei) che mal si conciliano con l’allattamento.

Ma già, che bisogno hai di allattare se, come volti pagina su una delle tante riviste rivolte a gestanti e puerpere, ecco elencate le straordinarie proprietà dei latti formulati di nuova generazione, ancor più ricchi e sostanziosi del latte di mammà; e poi l’allattamento non ti permetterebbe di liberarti di tutti quei brutti chili accumulati in gravidanza, che perderesti con gran facilità grazie a bevande, tisane depurative e “salubri”, integratori dietetici miracolosi… insomma, prodotti utilissimi ma che – ohimè – se nutri tuo figlio al seno di certo non puoi assumere… peccato!

Tuttavia, il massimo della stima a noi (intendo dire alle mamme) riservata traspare – chiara e luminosa – dalle campagne pubblicitarie dei prodotti per l’infanzia, in cui è sfacciatamente evidente che il target viene, da un lato, colpito vigliaccamente nel suo punto debole: il tallone d’Achille della salute e della crescita della prole; dall’altro – facendo ancora leva sullo stesso punto dolente – colto dal lato più, come dire, “credulone”, alla stregua di un branco di pecorelle sprovvedute pronte a seguire il “pastore” più convincente, o meglio più convincentemente sincero (!?).

Ecco quindi uno stuolo di spot che “pensano” ai bambini di tutte le età, partendo dalla primissima infanzia, proponendo pappe specifiche per il pranzo e per la cena – con tanto di luna e stelline sul barattolo della sbobba serale, che mamma non abbia a confondersi!; yogurtini, cremine e budini adatti allo svezzamento, tanto “nutrienti” da coprire il fabbisogno calorico del pranzo di un adulto (provate a leggere la tabella nutrizionale di certe creme al cacao o alla vaniglia consigliate per lo spuntino di bambini di 8/10 mesi)! Ma bisognerà pur farli bere, questi poveri piccini in crescita, con tisane, thè, succhi specifici, – l’acqua, si sa, mica basta… – senza teina, caffeina e coloranti, per carità, ma una vera minaccia alla glicemia!

E non finisce qui: passando alle successive fasce d’età, non mancano spot che spacciano merendine di certo sapide ma di sicuro cariche di zuccheri, grassi e calorie vuote come genuine, sane, nutrienti come “il latte”, “il pane”, “la merenda che gli prepareresti tu, MAMMA”; proposte per la prima colazione che affiancano a un bel frutto il prodotto da forno industriale farcito di cremine, che di latte (in polvere) forse ne contiene l’1%, e di miele neppure un’infinitesima goccia!; cereali croccanti che, udite udite, promettono di scoppiettare nella tazza per la gioia di grandi e piccini, e non solo: arricchiti di vitamine e sali minerali per dare la carica ai tuoi piccoli per tutto il giorno e, ORA, proteggerli – Kellogg’s docet – persino dalla minaccia pandemica!

Sulle note di musiche dolci che ricordano l’infanzia, aggiogate da immagini di calore familiare, distese di prati e di campi (che tanti dei nostri figli ormai vedono solo in fotografia, o in tv), carezze materne su candide tovaglie e caffellatte fumanti, i pubblicitari ci vedono capitolare estasiate, convinte di offrire ai nostri figli il meglio…

Sveglia, cinici affabulatori spacciatori di fandonie, impuniti approfittatori senza scrupoli né vergogna: MA CON CHI DIAMINE CREDETE DI AVERE A CHE FARE?!?

Beatrice Cerrai


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