I nostri rifiuti elettronici uccidono i bambini africani

Molte delle componenti dei rifiuti elettronici che nel mondo occidentale e opulento vengono eliminati e riacquistati al passo con lo sviluppo incessante della tecnologia finiscono in Africa, dove enormi discariche a cielo aperto avvelenano i bambini a causa dell’alta concentrazione di mercurio, cadmio e piombo.

La regione di Accra, in Ghana, raccoglie ogni anno tonnellate e tonnellate di componenti di rifiuti elettronici, che vengono bruciate dai bambini, o raccolte e selezionate per essere rivendute. Risultato? I piccoli dagli 8 anni in su si trovano costantemente a contatto con metalli pesanti o con sostanze altamente tossiche.

Scenari simili si ripropongono non solo in altre nazioni dell’Africa, ma anche in Vietnam, in India, in Cina.

Le Nazioni Unite hanno stimato che circa 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici vengono prodotti ogni anno dai paesi sviluppati, e che la maggior parte di questi finisca nei Paesi in via di Sviluppo.

Questo perché smaltire correttamente un vecchio monitor CRT in Germania costa circa 3,50 euro, mentre spedirlo su una nave in Ghana solo 1,50 euro.

Come sempre, il ritorno economico di una scelta vale più del futuro e della salute di un bambino…

Fonte: Ecoblog.it

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