In risposta a chi si schiera “Contro i talebani dell’allattamento”…


L’ennesimo articolo ironico sulle mamme “allattone”, ormai sempre più spesso definite – con l’accezione indubbiamente negativa che l’aggettivo scelto porta con sé – “talebane” della tetta…

Francamente, in un’epoca in cui business, profitti, pubblicità la fanno da padrone, epoca in cui è necessario e fondamentale che Mellin & Co. vendano i propri surrogati del latte materno, pagando milioni di euro per comparire su tutte le riviste rivolte alle mamme – sempre più sole, sempre meno informate…, strano, eh? – la spudorata presa in giro di una “pratica” vecchia come l’uomo è un ritornello ormai stanco.

Eppure quando ironia gratuita e banalità già strautilizzate provengono dalla penna di una donna… il dispetto, e l’amarezza, tornano a farsi pungenti. Va – quasi – bene se a scrivere di seni colmi di latte strizzati da infernali pompe a batteria, professioniste piegate dalla voracità di minuscoli tiranni attaccati al capezzolo, isteriche sostenitrici della tetta a tutti i costi e altre simili amenità siano giornalisti maschi. In quel caso, si può anche conceder loro il beneficio del dubbio per ignoranza e incapacità empatica…

Quando la “condanna” di chi – per scelta, e per amore – decide di dare al proprio figlio il meglio di sé anche in termini di nutrizione, allattandolo a richiesta quando lo desidera, per quanto lo desidera (come ricorda una cara amica del Bambino Naturale, mamma nonché professionista, non risulta che alla madre di Gesù Cristo sia stato mai chiesto “ma per quanto ancora intendi dargli la tetta?!?!?”) arriva da una donna, per giunta pure lei madre, con esperienza di allattamento alle spalle… Allora ti chiedi a che pro.

Per difendere i “diritti” delle mamme che – per necessità, scelta personale, gusti ecc… – hanno optato per il biberon? Difenderle da chi?

Da noi “talebane”? Sostenere l’allattamento al seno, veicolando tutte le informazioni utili affinché questa NATURALISSIMA pratica resti (com’è sempre stata nella storia dell’umanità) alla portata di tutte non significa screditare chi preferisce l’alternativa “artificiale”.

Dai “falsi miti” del latte materno? In passato credo non ci si sarebbe mai sognati di spendere soldi in ricerche che dimostrassero il valore del nutrimento materno. Forse perché in passato nessuno si sarebbe mai sognato di metterne in dubbio l’importanza (dal punto di vista nutrizionale in primis, visto che i neonati non avevano altro a cui “attaccarsi”, oltre a quello – indubbio – del legame con la madre); dubbio, ahimè, seminato in un trentennio di “guerra” all’allattamento al seno in nome del marketing dei latti formulati…

Da un minaccioso rigurgito reazionario anti-femminista? Allattare con amore il proprio bambino, sacrificando certo molto del proprio tempo – all’inizio –, scegliendo di rallentare i propri ritmi, di curare la propria alimentazione, in funzione del benessere del piccolo; decidere di nutrirlo al seno fin quando lo desideri, anche oltre i due anni, non significa rinunciare alla propria professionalità, ai propri impegni, alla propria autonomia… Molte delle mamme “allattone” che contribuiscono alla riuscita di questo sito, che partecipano attivamente al forum del Bambino Naturale, che scrivono per la collana omonima; moltissime delle mamme “talebane” disseminate in tutto il mondo sono, e restano, professioniste, lavoratrici, donne realizzate socialmente oltre che in ambito familiare… L’allattamento al seno non toglie nulla a nessuna di loro!

Sarebbe forse anche il caso di osservare che l’allattamento non è altro che permettere al seno di svolgere la propria funzione normale: né più, né meno! Come questo semplice fatto possa ancora sconcertare qualcuno è davvero sorprendente. Vediamo un po’ di espandere questa strana sensibilità: ci sono i “talebani” che insistono a voler mangiare con la bocca, anziché nutrirsi con il sondino; coloro che insistono nella “strana” pratica dell’accoppiamento coniugale, anziché affidarsi al più igienico sistema dell’inseminazione assistita; altri che assurdamente si incaponiscono a camminare con le proprie gambe, disdegnando confortevolissime sedie a rotelle. Altri ancora sono fanatici che si ostinano a masticare con i propri denti invece di ricorrere alle eccellenti protesi che la moderna tecnologia mette a disposizione.

Si potrebbe proseguire su toni più polemici, o sarcastici, per tenersi in linea con certi pezzi, ma chi – per scelta personale o professionale – decide per l’allattamento credo lo faccia soprattutto per amore, senza voler dimostrare nulla a nessuno, nel rispetto delle opinioni di tutti, tuttavia con il sacrosanto diritto di ricevere informazioni, assistenza, partecipazione emotiva oltre che pratica – e non da ultimo, rispetto! – per riuscire al meglio in questa “impresa”.

Inoltre è offensivo e scandaloso che si possa denigrare (sotto la maschera della satira) e farsi beffe di coloro che profondono così tanto impegno, energie e tempo nell’aiutare gratuitamente madri in difficoltà; e sono decine di milioni le mamme grate a queste consulenti del latte, nel mondo!

Tuttavia concluderemo con una semplice considerazione. Basterebbe prendere l’allattamento materno semplicemente per quello che è: una grande, preziosa opportunità; una ricchezza, un “valore aggiunto” alla relazione tra una madre e il suo bambino. Nel rispetto di tutti – “talebane” comprese.

Anita Molino e Beatrice Cerrai

Redazione web bambinonaturale.it


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