Bebè a costo zero o a peso d’oro?


Qualche cifra, tratta dai dati di Federconsumatori: per l’abbigliamento la forbice è fra 890 e 2.359 euro, mentre se per i pannolini bisogna mettere in conto fra i 585 e i 980 euro l’anno, per una carrozzina occorre spendere fra 299 e 620 euro, per il seggiolino auto fra 135 e 199 euro, per il fasciatoio dai 69 ai 330 euro. E ancora, una culla costa fra 170 e 410 euro, indica l’Osservatorio Federconsumatori, il lettino fra 240 e 710 euro.

Supera i mille euro la spesa per latte e pappe, compresa fra 1.369 e 3.150 euro. Ma la variazione maggiore sembra riguardare il biberon: una confezione da quattro che nel 2008 si pagava dai 19 ai 32 euro, nel 2010 costa da 22 a 36 euro (con una variazione rispettivamente del 16% al 13%).

Naturalmente, spiega l’Osservatorio, il costo varia a seconda del numero di mesi di allattamento materno e dai mesi in cui si utilizza il latte in polvere o fresco. Inoltre nelle pappe si considerano anche omogeneizzati e condimenti. Per le visite mediche si va da 720 a 1.690 euro l’anno anche se, nota l’Osservatorio, questo dipende dalla possibilità di avere un buon pediatra pubblico (…).

Ora, in estrema sintesi, quando leggo di “bambini da 13mila euro” io resto sempre un po’ così. Cioè, secondo me, il problema non sono tanto gli aumenti di prezzo degli accessori, quanto la convinzione che tali accessori siano indispensabili. O necessari. O utili. Sì perchè, alcune volte, molti gadget che troviamo sul mercato e che la pubblicità vuole spacciare per fondamentali, non sono neppure utili.

Chi ha letto Bebè a costo zero conosce già le alternative che questa guida propone per rispondere ai bisogni – quelli veri – del bambino, senza fargli mancare nulla e senza spendere migliaia di euro.

A chi non lo ha letto e teme che avere un bimbo costituisca necessariamente il salasso di cui ci parlano questi dati, be’… mi viene la tentazione di suggerire di leggerlo! Crescere un bimbo a costo zero o quasi, assicurandogli tutto il meglio è davvero possibile! Perchè al meglio per ogni bambino ha pensato la natura, perchè se ci lasciamo guidare dal bambino stesso e dal buon senso, le soluzioni sono lì a portata di mano…

Tornando alle notizie che giungono dall’Osservatorio: per aiutare le famiglie a sostenere questi costi il Governo, attraverso un accordo con l’Abi ha predisposto una misura di sostegno alle famiglie che hanno avuto un figlio o per una adozione nel 2009, 2010 o 2011.

Il sostegno previsto sarà differente del bonus bebé degli scorsi anni, che consisteva in un contributo a fondo perduto ma, spiega l’Osservatorio, consisterà in un finanziamento fino a 5.000 euro, utilizzabili per qualsiasi tipo di spesa, e da rimborsare in cinque anni.

Che dire, se questo prestito è necessario per pagare nido e baby sitter nulla da dire, sappiamo tutti che la spesa sostenuta dalle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano è, spesso, molto, molto alta (anche se forse, più che con un prestito le famiglie potrebbero essere aiutate trovando altre formule più efficaci, ma questa è un’altra storia).

L’importante è che i genitori non si indebitino per acquistare accessori di cui tanto loro quanto il loro bambino possono fare a meno senza minimamente intaccare la felicità e la soddisfazione di tutta la famiglia!

Consigli di lettura per affrontare il caro-bebè: Bebè a costo zero

Giorgia Cozza


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