Sederino arrossato: curare il rossore della zona pannolino

L’irritazione si riconosce da un’ampia area arrossata che interessa la delicata cute dei genitali, delle natiche e della zona inguinale. A volte si possono formare delle vescichette, con o senza pus. In questo caso l’irritazione è già ad uno stadio piuttosto avanzato ed è necessario agire immediatamente per non aggravare ulteriormente la situazione.

L’eritema è causato dal contatto prolungato con urine e feci acide, dall’elevata umidità del pannolino sporco e dal fatto che esso non permette una sufficiente traspirazione della sottile cute del bambino.

Le cose che si devono fare per curare l’eritema già in corso sono molto semplici, ma davvero efficaci.

Per pulire il sederino evitiamo di usare le salviette umidificate: sono imbevute di sostanze poco raccomandate (derivati del petrolio, cloro, profumo, alcool, ammoniaca,…) che aggravano ulteriormente l’irritazione e a contatto con la pelle arrossata provocano bruciore.

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Utilizziamo invece dei semplici (e più economici!) dischetti in cotone (per intenderci, quelli che noi donne usiamo per struccarci il viso) precedentemente immersi in una ciotola di acqua tiepida-calda a cui è stata aggiunta una decina di gocce di tintura madre di calendula che, grazie alla sua azione disinfiammante, cicatrizzante ed ammorbidente, aiuterà la pelle a guarire.

La tintura madre di calendula (Calendula officinalis) è facilmente reperibile nelle erboristerie e nelle farmacie (ma è anche molto semplice prepararsela da soli!) ed è utilissima in molti casi… Sarebbe opportuno tenerla sempre nell’armadietto di casa!

Dopo il lavaggio con acqua e tintura madre di calendula, assicuriamoci che la zona interessata sia completamente asciutta prima di mettere il nuovo pannolino. Per velocizzare l’asciugatura della pelle aiutiamoci con pochi minuti di phon (ovviamente tenuto a debita distanza): l’aria calda asciugherà la zona irritata e al bambino donerà un caldo senso di benessere!

Nei casi di sederini maschili teniamo il phon a prova di getto di pipì… non si sa mai che faccia da filo conduttore con l’elettrodomestico creando seri incidenti.

Una volta asciugato il sederino arrossato, spalmiamo su tutta la zona una crema a base di calendula che può accelerare notevolmente la guarigione della pelle. Assicuriamoci sulla sua provenienza e che non contenga alcool o altre sostanze chimiche.

In commercio ci sono svariati prodotti naturali creati con l’utilizzo di materie prime certificate e sicure.

Non utilizziamo olio al posto della crema perché la zona irritata deve rimanere il più asciutta possibile e l’olio, anche se prodotto con buoni ingredienti, impedisce alla pelle di traspirare e il rossore potrebbe ritardare ad andarsene.

Soprattutto nei periodi dell’eritema sono da preferire i pannolini lavabili a quelli usa e getta cercando di cambiarli spesso in modo che il sederino del piccolo non resti troppe ore a contatto con le urine e le feci acide. Nel caso in cui non sia possibile usare i pannolini lavabili, cerchiamo di preferire i pannolini usa e getta ecologici che risultano più delicati sulla pelle perché non sbiancati e non trattati chimicamente.

Diamo la (NdR in questo link trovate un libro molto interessante) possibilità alla pelle del sederino di “respirare” ed asciugarsi all’aria aperta. Nei caldi mesi estivi sarà sicuramente più semplice, ma in inverno (periodo in cui ci sono maggiori irritazioni) basterà vestire il bimbo con una mutandina in cotone e un pantalone della tuta in modo che, anche se dovesse bagnarsi, risulterà veloce e semplice cambiarlo.

Voglio concludere con una riflessione: oggigiorno radio e televisione promuovono prodotti fatti su misura per il bambino: quella crema per quel problema, quel sapone per quel tipo di pelle, quello shampoo per quel tipo di capelli. Ma la maggior parte di questi prodotti contengono ingredienti davvero nocivi per la pelle, per la salute e per l’ambiente.

Per pulire i sederini (e non solo quelli) dei bimbi è più che sufficiente dell’acqua di rubinetto, dei fazzolettini di carta o del cotone, dell’olio di mandorle dolci o di sesamo e, se proprio vogliamo, un po’ di sapore neutro.

La scelta di utilizzare queste poche e semplici cose è una scelta economica, etica, rispettosa dell’ambiente, ma soprattutto sana.

Federica Scropetta

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