Giorgia ha partorito in casa!

Antonella Clerici ha dato la notizia sul palco dell’Ariston, facendole gli auguri in diretta.

Sono stata la prima a dare la notizia. Ero eccitatissima. Alle 7 di mattina Giorgia mi ha mandato un sms per annunciare il lieto evento e, dopo aver fatto un lancio d’agenzia, ho detto agli autori e al manager della Clerici, diventata mamma esattamente un anno fa, che sarebbe stato carino farle gli auguri dallo stesso palco che l’ha lanciata.

Conosco Giorgia da alcuni anni: è una donna e un’artista che stimo moltissimo e della quale nel corso del tempo ho scoperto l’umanità, la generosità e la sensibilità. Quando uscì il mio libro “Partorire senza paura” (nel 2008, Red! Edizioni) mi fece i complimenti. Dopo averlo letto, mi disse di averlo regalato a molte sue amiche. E da allora mi ha sempre incoraggiato nella mia battaglia a favore del parto naturale e del diritto delle donne di scegliere come far nascere i propri figli, incitandomi a continuare nel mio impegno.

Nonostante fossi convinta che fosse un’ottima candidata al parto in casa e mi aveva raccontato che di recente con il compagno Emanuel Lo stavano rileggendo il mio libro, non mi aspettavo che alla fine avrebbe deciso di fare questa scelta, visto che la stragrande maggioranza delle donne partoriscono in ospedale e in clinica.

Il 14 febbraio ci siamo sentite per sms. Giorgia, sapendo quanto sia difficile e faticoso seguire il festival, e le mie resistenze a separarmi ogni anno per una settimana dai miei due gioielli, mi ha mandato un affettuoso messaggio di incoraggiamento, dicendomi che Valeria aveva portato la sua borsa ostetrica a casa sua!

Un rito importante, che anch’io ho vissuto con grande emozione. Anche se sono passati molti anni, ricordo con chiarezza le mille sensazioni che ho provato quando l’ostetrica arrivò per preparare tutto l’occorrente per il parto. E’ lì che ti dici “allora lo farò veramente, è giunto il momento!”.

Ma ero ancora più eccitata ed emozionata quando Giorgia, una decina di giorni prima, mi aveva chiesto di metterla in contatto con Valeria: aveva fatto la sua scelta, condivisa in pieno da Emanuel. Tra l’altro entrambi, l’estate scorsa, avevano conosciuto anche mio marito e i miei due pargoli (la mia primogenita Sara è una sua fan accanita). “Sono due bimbi fantastici!”, mi dissero. Avevamo trascorso insieme un pomeriggio molto rilassante e divertente. Ricordo che la sera, tornati a casa, Sara continuava a ripetermi “Mamma, ti rendi conto? Abbiamo giocato a ping pong con Giorgia! Non mi sembra vero!!”.

Samuel è nato in acqua, in una piscinetta gonfiabile, pesava 3,750 chili. E’ andato tutto benissimo, e sono sicura che questa sarà un’esperienza che avrà un’influenza positiva nella loro vita e nel loro futuro, come genitori e come persone.

In questi anni ho capito che se si parlasse di più della nascita in casa, se alle donne fosse dato un maggiore accesso alle informazioni su questa alternativa al parto ospedalizzato, probabilmente non sarebbe più visto come una scelta folle o bizzarra.

E sono convinta che, se in tutte le Regioni italiane il parto domiciliare fosse rimborsato, la domanda arriverebbe a superare l’offerta. Se la gravidanza e’ a basso rischio e la coppia mamma-bambino sono in buona salute, i vantaggi di questa modalita’ di parto sono superiori a quelli del parto “hi tech”, che spesso costringe la mamma a subire interventi non voluti, rendendola passiva (vedi ad ad esempio la posizione supina, la mancanza di privacy, il divieto di bere e mangiare in travaglio, l’induzione con ossitocina, il distacco dal bimbo appena nato) e “non protagonista” di un evento così importante, unico, straordinario nella vita di una donna e della sua famiglia.

Elisabetta Malvagna


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