Il leone verde Edizioni sfida i grandi dell’e-book

Si chiama e-book la nuova avventura della casa editrice «Il leone verde» che, di fronte alla crisi, ha deciso di fare parte della rivoluzione tecnologica che cambierà il nostro modo di leggere.

La piccola azienda torinese dal 1997 affianca ai testi inediti delle tradizioni religiose e pagane, narrativa mediorientale e libri per genitori. Ha già trasferito oltre cento opere in rete e ha siglato un accordo con Media World e Simplicissimus Book Farm con cui offre gratuitamente uno a scelta fra i 49 titoli della collana «Leggere è un gusto!».

Sono opere, dedicate all’intreccio fra letteratura e cibo, dove trame, personaggi e destini sono accostati a un ricettario costruito sul romanzo: ci si può quindi ritrovare in cucina con le fate o Banana Yoshimoto o con delle cuoche sull’orlo di una crisi di nervi e, a tavola, con Shakespeare, Nero Wolfe, Woody Allen o Agatha Christie.

L’offerta è riservata a chi acquista un Cool-er-Reader, l’e-book su cui già si può scaricare per alcuni mesi il quotidiano La Stampa: grande quanto un libro, dispone di una memoria da 1 GB, pesa 150 o 178 grammi e costa da 249 a 269 euro.

Come fa notare Anita Molino, che cura l’editrice con il marito Fabio Tizian ed è anche presidente di Fidare (federazione editori indipendenti con 146 soci fra cui Instar, Viglongo, Neos, Graphot, in Piemonte, e Iperborea e Flaccovio), «molti editori sono spaventati di fronte alla novità, ma noi sappiamo che la gente compra tecnologia per moda, per voglia di stupire, perché ne apprezza i vantaggi. Pensare di fermare questo cambiamento significa ingannare se stessi».

Sul blog di Fidare la discussione si infiamma: «Dietro l’entusiasmo per l’e-book – scrive un socio -, si intravede il sogno erotico di liberarsi dei debiti con il tipografo e con la cartiera, di una promozione priva di spirito di iniziativa, dei librai sempre più commercianti e meno operatori culturali. Le soluzioni a questi problemi sono però ben diverse dalla rinuncia a fare il nostro lavoro che risiede non solo nella gestione dei testi, ma anche nel coordinamento di tutti i vari passaggi di produzione».

Ma la Molino insiste: «Non possiamo ignorare i cambiamenti, dobbiamo affrontarli per non essere travolti. Trasferire i libri sul digitale non ci costa niente e avremo molti vantaggi». Per esempio – aggiunge – entrare sulla piattaforma di vendita di Amazon, Feltrinelli, Media World e librerie on line.

«Per ora – fa notare – non sono molti i libri in italiano presenti in rete, moltissimi invece gli stranieri che hanno un ottimo riscontro: il problema di noi piccoli editori è la visibilità, ormai la distribuzione è nelle mani dei colossi editoriali, le librerie hanno poco spazio per accogliere l’ondata della produzione letteraria e naturalmente i piccoli editori non riescono ad arginare la concorrenza. Inoltre, quasi tutti temono che i contenuti possano esser copiati. Anche di fronte a questa eventualità non possiamo fermarci, lo dimostra tutto quello che sta accadendo nel settore musicale. Noi non abbiamo timori, ci guadagniamo in pubblicità: a gennaio in 15 giorni abbiamo venduto 45 libri, un risultato estremamente soddisfacente».

Il leone verde abbandonerà quindi la pista cartacea? «Assolutamente no, il libro è un oggetto, l’e-book una potenzialità».

Fonte: La Stampa.it


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