Lo sciopero del vasino

Uno dei problemi più comuni nel percorso per togliere il pannolino è quando il bambino “sciopera”: non ne vuole sapere di usare né vasino, ne riduttore, né water, né pannolino, semplicemente si rifiuta di fare la cacca. Alcuni bambini trattengono i loro bisogni creando costipazione che complica ulteriormente le cose.

C’è un tempo per ogni cosa e questa può essere una fase difficile, ma transitoria. Con la calma, con un occhio all’alimentazione, evitando di fargli respirare ansia o vergogna e di trasmettergli la sensazione che si abbia a che fare con qualcosa di sporco, tutto tornerà alla normalità.

I bambini di solito trattengono la cacca per una di queste ragioni:

– Fare la cacca richiede tempo e un bambino attivo che gioca e si diverte non ha tempo per stare sul vasino per un periodo di tempo lungo.

– La sensazione di lasciare andare la cacca nel water dopo averla sempre fatta nel pannolino può sembrargli molto strana.

– Un bambino abituato a stare in piedi per fare la cacca trova scomodo stare fermo sul vasino e questo rappresenta per lui un cambio di routine.

– Il tuo bambino pensa che la cacca sia una parte di lui e non riesce a capire perchè dovrebbe lasciarla andare.

– Può associare il fare la cacca con il fatto di sporcarsi e si rifiuta di farlo.

– Può avere provato dolore una volta per la consistenza delle feci e non vuole più ripetere l’esperienza.

– È costipato e non riesce a scaricarsi.

Non vale la pena tentare di risolvere le cose senza avere identificato una causa, ma una volta individuata si può elaborare un piano di azione per aiutarlo. La cosa migliore sarà sempre cercare di parlare con il bambino, piano piano, con molta pazienza, tentando anche di intuire le sue difficoltà, senza insistere, provando a riformulare il suo pensiero se avete delle ipotesi sul suo rifiuto.

Dal momento che il bambino non è molto in grado a questa età di esprimere i suoi sentimenti, potremmo aiutarlo noi facendogli delle domande chiuse, piuttosto che aperte. Ad esempio se sospettiamo che abbia provato dolore in precedenza durante l’evacuazione e che questo ricordo spiacevole lo blocchi, possiamo chiederglielo direttamente “Hai paura che ti faccia male?”

Si possono poi prendere in considerazione alcune cose da fare e alcune da non fare:

Cose da non fare:

– Non arrabbiarsi: non sgridate il bambino e non fatelo sentire in colpa, soprattutto non fatelo vergognare. Il bambino non sta facendo tutto questo di proposito, non sta cercando di farvi diventare matti, sta solo cercando di risolvere il problema come voi.

– Non mettete il bambino a sedere sul vasino dicendo “prova e spingi”: lui riesce a fare la cacca solo quando è pronto e rilassato, forzarlo potrebbe creare il rischio della formazione di piccole ragadi o emorroidi molto dolorose per il piccolino. Inoltre le ragadi causano costipazione e feci dure, con conseguente peggioramento dei taglietti sull’ano che innescherebbero un circolo vizioso di dolore e frustrazione che si può evitare.

Ovviamente spingere un po’ può essere normale per evacuare, ma se si sta sforzando troppo significa che non è pronto per farla. Casomai gli si può far bere un po’ d’acqua, una bevanda calda oppure mangiare un po’ di frutta e riprovare dopo 10-20 minuti.

Fate in modo che il vostro bambino non trattenga troppo: quando segnala che gli scappa non lasciate passare troppo tempo, trovate subito un bagno.

Cose da fare:

– Assicuratevi che il bambino stia bevendo molti liquidi durante il giorno, privilegiate in primo luogo l’acqua o, in seconda battuta, succhi di frutta alla mela, pera, lampone, uva, prugna, ecc, meglio ancora se non industriali, ma fatti in casa. Bere bevande calde, come latte, tè, camomilla può fargli molto bene, aiutare l’intestino a svuotarsi e nel contempo ammorbidire le feci.

Tenete presente che il thè contiene sostanze eccitanti, quindi preferite il deteinato oppure offritelo molto diluito. Se volete favorire un buon sonno evitate di darlo alla sera o prima del riposino.

Alcuni frutti in particolare aiutano molto il transito intestinale, in particolare le prugne, le pere, il kiwi, ma in generale tutta la frutta o la verdura, meglio se di stagione, sono una panacea per la stitichezza.

– Potete fare dei massaggi circolari in senso orario sul pancino stendendo il bambino di fronte a voi su una superficie morbida: questo lo aiuterà a rilassarsi e stimolerà il transito intestinale.

Ad ogni modo il bambino, nei casi di rifiuto del vasino, non va lasciato da solo a risolvere il suo problema, né tanto meno ignorato. Sicuramente c’è stata una causa scatenante la sua presa di posizione a non collaborare, che va ricercata con pazienza, con la consapevolezza che si tratta di una fase passeggera superabile, senza caricare il bambino di aspettative o di ansia.

D’altra parte l’argomento non deve nemmeno diventare il principale protagonista del rapporto col bambino nel momento in cui il problema si presenta. Al bimbo va data fiducia: sarà lui stesso a segnalare i suoi bisogni nel caso di necessità. Dobbiamo quindi “osservare” i suoi comportamenti piuttosto che “dirigerli”.

Una buona idea può essere quella di aspettare che sia lui stesso a chiedere di andare sul vasino piuttosto che invitarlo a fare delle tappe “forzate” quando non ne sente il bisogno o quando è impegnato a fare altro.

Quando è più piccolino e non in grado di segnalare a voce i suoi bisogni andranno invece osservati i suoi comportamenti per vedere se si tratta del momento giusto per proporgli di andare in bagno.

Il tutto senza insistere e tenendo presente che noi genitori siamo i suoi primi esempi di comportamento e che l’imitazione di tutto ciò che fanno i grandi è per lui una fonte di motivazione fortissima in ogni aspetto della vita quotidiana.

Elena Dal Prà


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