Obesità infantile: le mamme negano l’evidenza

La maggior parte delle mamme e dei papà non pensa che i propri bimbi in sovrappeso o obesi abbiano problemi con la bilancia, tutt’altro. Lo dimostra una ricerca olandese uscita su Acta Pediatrica, condotta su oltre 800 genitori e 439 bambini fra i 4 e i 5 anni.

Con semplici domande si è cercato di capire come i genitori vedessero i loro bambini, senza bilance e centimetri. Risultato: «I genitori giudicano correttamente il proprio peso, sanno di essere sovrappeso od obesi. Quando però viene chiesto loro di indicare la sagoma che più si avvicina al figlio fra 7 diverse possibili, tutti i genitori dei bimbi normopeso scelgono una figura più magra – racconta Pieter Sauer, il pediatra che ha coordinato la ricerca.

Purtroppo succede anche ai papà e alle mamme dei bimbi con problemi di peso: il 75 per cento dei genitori pensa che i bimbi in sovrappeso siano in realtà normopeso e li “riducono” di almeno una taglia. Un genitore di bambini obesi su due non riconosce il problema del figlio e lo vede come se fosse di almeno tre taglie più magro». C’è di più: i genitori dei piccoli con problemi di peso non si accorgono nemmeno che i figli sono sedentari.

Gabriele Riccardi, che insegna malattie del metabolismo all’Università Federico II di Napoli e da tempo si occupa degli effetti della nutrizione nei più piccoli, conferma: «Mi capita spesso di vedere mamme e papà che definiscono un bimbo francamente sovrappeso o addirittura obeso come “paffutello”. Per questo non intervengono: rimandano un’azione consistente sullo stile di vita familiare, ma quando il problema è diventato cronico è molto più difficile risolverlo. Fino ad arrivare all’assurdo di chiedere la chirurgia bariatrica, per dimagrire, in adolescenti che non hanno nemmeno 18 anni».

Il problema, continua l’esperto, è che spesso l’eccesso di peso dei figli va a braccetto con quello dei genitori: anche lo studio olandese segnala che di solito mamme e papà di bimbi in sovrappeso hanno a loro volta qualche chilo di troppo. L’intervento sullo stile di vita, quindi, dovrebbe di fatto riguardare tutta la famiglia, ma Riccardi osserva che «è davvero difficile riuscire a cambiare le abitudini di interi nuclei familiari».

Aggiunge Sauer: «Purtroppo le persone in sovrappeso sono sempre di più: forse è per questo che la percezione generale di che cosa sia un peso normale si è modificata e oggi si tende a considerare normopeso anche chi ha qualche chilo di troppo. Ma è essenziale che i genitori siano consapevoli degli eventuali eccessi ponderali dei figli, perché un bimbo sovrappeso od obeso sarà un adolescente e un adulto con gli stessi problemi, con tutto quel che ne consegue in termini di rischi per la salute», conclude il ricercatore olandese.

Fonte: Corriere.it

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