Cosa occorre sapere per scegliere il nome del nascituro

È  il decreto del Presidente della Repubblica n. 396/2000 ad avere introdotto il nuovo regolamento dello stato civile, ponendo dei limiti ai genitori nell’attribuzione del nome al figlio.

La scelta deve corrispondere, innanzi tutto, al sesso: dunque, per intenderci e a titolo meramente esemplificativo, non sarà più consentito ai genitori attribuire ad una figlia femmina il nome di “Andrea” atteso che, secondo la tradizione del nostro Paese è un nome con valenza tipicamente maschile ed anzi, secondo le rilevazioni dell’Istat, costituisce il terzo nome maschile più diffuso.

L’art. 34 del d.p.r. n. 396/2000 prescrive inoltre: “E’ vietato imporre al bambino lo stesso nome del padre vivente, di un fratello o di una sorella vivente, un cognome come nome o nomi ridicoli e vergognosi”.

Se poi si vuole imporre ad un bambino di cittadinanza italiana un nome di origine straniera, il limite è quello di esprimerlo con le lettere dell’alfabeto italiano, con l’estensione alle lettere J, K, X, Y e W.

Il regolamento demanda all’Ufficiale dello Stato Civile il potere discrezionale di valutare che cosa possa essere ritenuto “ridicolo” o “vergognoso” e di dissuadere i genitori dall’attribuire al figlio un nome in violazione dei divieti stabiliti dall’ordinamento.

Ma se i dichiaranti persistono nella loro scelta contraria alla normativa l’Ufficiale dello Stato civile deve assumere la dichiarazione e fare immediatamente la segnalazione alla Procura della Repubblica competente affinchè attivi, nell’interesse del minore, la procedura di rettificazione del nome avanti al Tribunale.

Il nome è, infatti, il segno distintivo per eccellenza della persona ed è un diritto soggettivo incomprimibile, contemplato all’art. 7 della Convenzione sui diritti del fanciullo di New York del 1989, di talchè i genitori non sono titolari di un diritto potestativo ma di una mera potestà, che lo Stato può condizionare ove la scelta del nome non corrisponda all’interesse del minore ed anzi, sia idonea ad arrecargli pregiudizio.

L’esercizio della potestà genitoriale incontra dunque, nella scelta del nome da attribuire al figlio, un condizionamento normativo, ispirato alla ratio di tutela del minore, al fine di impedire che gli venga imposto un nome offensivo, ridicolo o vergognoso, suscettibile di arrecare danno alla sua identità personale, intesa anche come proiezione della sua personalità sociale.

Ha fatto parlare molto di sé il caso del minore nato a Genova il 3 settembre 2006, al quale i genitori aveva imposto il nome di “Venerdì”, nonostante il rifiuto manifestato dall’Ufficiale dell’anagrafe che aveva poi provveduto, in adempimento dell’art. 34 d.p.r. n. 396/2000, a fare la segnalazione alla Procura della Repubblica.

La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciare sul caso con la sentenza n. 25452/2008, ha confermato il decreto della Corte d’Appello di Genova che il 10 novembre 2007 aveva convalidato la rettifica del nome già stabilito dal tribunale del capoluogo ligure.

I giudici del merito, che hanno ribattezzato il minore “Gregorio” (dal Santo corrispondente al giorno della nascita), hanno motivato la decisione asserendo che “Venerdì” è un nome ridicolo e suscettibile di ironia e di scherno, idoneo ad arrecare grave nocumento alla persona che lo porta in quanto “è il nome di un giorno della settimana, evocante oltretutto la sfortuna, ed inoltre è proprio di un personaggio letterario caratterizzato da sudditanza e inferiorità”.

La libera scelta dei genitori, nella attribuzione del nome al figlio, incontra dunque il limite del comune sentire e del significato dei nomi all’interno della comunità di appartenenza e il controllo dello Stato opera come salvaguardia della personalità del minore il quale, non essendo in grado di scegliersi al momento della nascita il nome con il quale si identificherà nella vita, non deve vedersi pregiudicato da un nome risibile o comunque tale da esporlo a difficoltà di inserimento sociale o a discriminazioni nel contesto ambientale in cui è inserito.

Avv. Paola Carrera

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