Ue: congedo maternità da 14 a 20 settimane


E’ quanto sostengono i membri della commissione per i diritti della donna che ha raccomandato il principio del pagamento completo. Tuttavia non ha proposto un pagamento di tale obbligo ma ha semplicemente dichiarato che non dovrebbe essere inferiore al pagamento di congedo per malattia.

La commissione ha, inoltre, stabilito che un congedo retribuito di maternità deve essere concesso in particolari situazioni, quali: la nascita di bambini prematuri, bambini con disabilità, madri disabili, madri adolescenti, nascite multiple che si verificano entro 18 mesi dopo la nascita precedente.

Modifiche al progetto di regolamento in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici gestanti, preparato dal relatore, Edite Estrela (S & D, PT), sono state, inoltre, approvate con 19 voti favorevoli, 13 contrari e 1 astensione. La normativa mira a stabilire norme minime a livello dell’Ue. Gli Stati membri possono introdurre o mantenere norme vigenti che si rivelino più favorevoli per i lavoratori rispetto alla direttiva.

Anche il diritto al congedo di paternità, pagato almeno due settimane, è stato approvato dalla commissione parlamentare. Finora, a livello dell’Ue, non esiste una normativa in materia di congedo di paternità. Gli Stati membri che non hanno ancora stabilito l’astensione obbligatoria sono però fortemente incoraggiati a farlo.

Il progetto di legge in materia di maternità e di paternità dovrebbe valere anche per i genitori che adottano un bambino di età inferiore a 12 mesi.

Infine, la commissione per i diritti della donna ha approvato alcuni emendamenti per vietare il licenziamento delle lavoratrici gestanti dalle prime fasi della gravidanza fino a sei mesi dopo la fine del congedo di maternità. I licenziamenti avvenuti durante questo periodo saranno formalmente motivati per iscritto. “Dopo il congedo di maternità- sostiene la Commissione- le donne dovrebbero avere il diritto di riprendere il proprio lavoro o posizione equivalente, cioè una posizione equivalente a parità di retribuzione, la stessa categoria professionale e gli stessi doveri come prima”.

La commissione ha aggiunto che le lavoratrici non dovrebbero essere costrette a lavorare di notte o durante le ore di lavoro straordinario 10 settimane prima del parto, durante il resto della gravidanza in caso di problemi di salute della madre o nascituri e per la durata dell’allattamento al seno. Coloro che possono essere esentate dal lavoro notturno dovranno informare il loro datore di lavoro e presentare un certificato medico.

Fonte: Gravidanza Web.it

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