Un dolce tintinnio per suggerire la posizione cefalica

Durante i nove mesi di gravidanza la piccola creatura può girarsi più e più volte all’interno del caldo ed accogliente utero materno e ovviamente più spazio avrà (inizio gravidanza) e più gli sarà possibile fare comode capriole.

Negli ultimi mesi infatti, lo spazio limitato gli rende difficoltosa la rotazione, anche se ciò può accadere per correggere la posizione e mettersi finalmente a testa in giù, o a volte, purtroppo, per mettersi podalico.

Un parto con bimbo podalico non è impossibile e ci sono tante testimonianze molto interessanti e rassicuranti a riguardo, ma in questi casi la maggior parte degli ospedali italiani (e non) danno per scontato un taglio cesareo in quanto ritenuto pericoloso e più complesso di un parto naturale. Ma questo è un altro argomento…

Fin dall’inizio della gravidanza è possibile aiutare il bambino ad orientarsi all’interno dell’utero materno e a suggerirgli la posizione corretta che deve assumere con semplici accorgimenti.

Un curioso ciondolo “riscoperto” ultimamente e che in tanti chiamano “Chiama Angeli” risulta essere molto efficace. Il suo vero nome è “Bola” e ha origini messicane.

Si tratta di un ciondolo in argento dalla forma sferica al cui interno è saldato un piccolo xilofono che con leggeri movimenti crea un particolare e delicato tintinnio. Indossato come una lunga collana al collo della donna in dolce attesa, ha particolari effetti anche sul nascituro.

Alla dodicesima settimana di vita intrauterina l’orecchio interno inizia a svilupparsi e già verso la ventesima settimana l’udito è ottimale e il piccolo inizia a sentire le voci, i suoni e i rumori intrauterini ed extrauterini. Ad ogni passo della futura mamma il piccolo sarà cullato dal suo comodo utero, dal caldo liquido amniotico in cui è immerso e…dal dolce trillo del ciondolo. Il bimbo tenderà istintivamente a seguire quel suono e se posizionato a testa in su potrebbe tentare di girarsi, incuriosito dallo xilofono.

Inoltre il tintinnio fa rilassare e tranquillizzare la piccola creatura, ma soprattutto lo abitua ai ritmi della madre e quindi del sonno/veglia: quando è giorno si sta svegli e si cammina (e il ciondolo suona), quando è notte si riposa e si sta fermi (e il suono non c’è più). Quindi, future mamme, ricordate di togliere il bola di notte e, futuri papà, ricordatevi di farglielo togliere per non passare notti insonni in futuro!

Attenzione: è di fondamentale importanza posizionare il ciondolo in maniera corretta per non rischiare di ottenere l’effetto contrario aiutando il piccolo a mettersi podalico. Il bola deve infatti essere indossato con un cordino molto lungo in modo che la sfera arrivi all’altezza del basso ventre in corrispondenza della testolina del piccolo (almeno 4 dita sotto l’ombelico). Tante volte mi è capitato di vedere mamme con il ciondolo posizionato troppo alto e lamentarsi del piccolo podalico…

Ci tengo a sottolineare un aspetto importante di questo articolo: il suddetto ciondolo è solo un semplice modo per aiutare il bambino a rimanere della posizione corretta o per aiutarlo a girarsi, ma questa non è una garanzia.

In caso di bimbi podalici esistono tantissimi metodi per guidarli verso il canale del parto in posizione corretta, anche a gravidanza avanzata. Ci sono tecniche naturali, erbe da applicare in particolari punti, movimenti e posture da assumere, trattamenti di particolari discipline,… Il mio consiglio è di cercare fin da subito di instaurare un rapporto speciale con il proprio cucciolo che, anche se nel pancione, riesce a percepire benissimo le parole e la presenza di mamma e papà: parliamogli come se fosse un adulto, incoraggiamolo a girarsi, facciamogli sentire il calore e l’amore delle mani sul basso ventre.

Sono semplici cose, ma che permettono di instaurare un solido rapporto di comunicazione tra figlio e genitori basato sul puro amore.

L’argomento resta comunque molto delicato e quando si è tentato davvero di tutto per far girare il piccolo, ma ogni tentativo risulta essere invano, è importante per i futuri genitori trovare la forza per accettare la situazione rispettando la decisione del proprio figlio. Questo non vuol dire rassegnarsi, ma solo mettersi in uno stato di accettazione.

Ricordiamoci comunque che, anche se lo spazio è davvero ridotto, il piccolo potrebbe girarsi anche all’ultimo istante prima di venire alla luce.

Federica Scropetta

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