Comprare, che piacere!

Smiling pregnant woman sitting and opening shopping bag

Ebbene, sono d’accordo. Il fatto che in questa guida al consumo critico si evidenzi che, nella stragrande maggioranza dei casi, le risposte ai ‘veri’ bisogni del bambino non si trovino nei negozi specializzati per l’infanzia e non abbiano il cartellino del prezzo, non significa affatto che una futura mamma debba rinunciare a qualunque acquisto. Che non debba togliersi uno sfizio, che non possa decidere di spendere se può e vuole farlo.

Riporto di seguito una riflessione che si può trovare in chiusura, nel volume Bebè a costo zero:

“Scegliere di non comprare, così come scegliere di comprare, per il semplice gusto di farlo, per concedersi qualcosa che ci ha colpito, sarà forse più piacevole, sapendo che non esistono accessori indispensabili o elenchi ‘universali’ validi per tutti.”

E così rispondiamo anche a chi ha trovato ‘estreme’ alcune proposte contenute nella guida.

Bebè a costo zero è una carrellata di spunti. Nessuna ricetta, nessuna soluzione prefabbricata di quelle che vanno per la maggiore in alcuni libri per genitori.

Si parte dal bisogno del bambino, ci si basa sulle evidenze scientifiche per valutare come è possibile soddisfarlo, si racconta l’esperienza di altri genitori che hanno sperimentato varie possibilità.

Per ogni argomento affrontato si presentano diverse possibili soluzioni dalle più semplici – quelle di ‘buon senso’, che potrebbero suggerirci le nostre nonne (ma che non sempre sono così immediate quando si è in attesa del primo figlio e non si ha esperienza di neonati) – a quelle, magari meno note.

Non si dice mai: questa soluzione è quella giusta. E non si dice perché sarebbe proprio una sciocchezza.

Ogni bambino è unico e diverso, e così ogni famiglia.

Però si dice spesso di mettersi in ascolto del proprio bambino e delle proprie sensazioni, questo sì.

E di non fermarsi alla prima strada, quella indicata dalla pubblicità e dal sentire comune. Ma di valutare, informarsi, decidere di testa propria e magari anche osare… Perché strade meno battute forse ci attireranno qualche critica (molto probabile!), ma potrebbero rivelarsi quelle più adatte a noi. O magari no. Ma siamo sempre in tempo per tornare indietro.

Con fantasia, creatività, consapevolezza…

Tutte doti che ci torneranno molto utili, anche quando il nostro bambino non sarà più un bebè, e saremo alle prese con le sfide stimolanti, ma anche impegnative che la sua crescita ci chiamerà ad affrontare giorno dopo giorno…

Giorgia Cozza

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