In Francia e Italia è allarme bambini a bordo

Le cattive abitudini sul trasporto dei bambini in auto non sono solo un pessimo vizio degli automobilisti italiani. I cugini transalpini non stanno infatti meglio di noi come rilevato dall’Associazione Amici Sostenitori della Polizia Stradale in un recente approfondimento.

Un modo quindi per richiamare l’attenzione su un fenomeno di malcostume purtroppo diffuso in varie nazioni e che ha come risultato un’elevata percentuale di incidenti subiti da vittime innocenti che potrebbero essere evitati con un po’ più di attenzione.

In Francia, fanno notare dall’Asaps, l’associazione Prévention Routière, in collaborazione con Bébé Confort, ha realizzato un’inchiesta sulle cattive abitudini degli adulti nei confronti dei bambini, con risultati “paurosi”.

Nel Paese, fino al compimento del decimo anno di età, un bambino deve essere trasportato, ben assicurato, a un seggiolino omologato che sia idoneo alla sua taglia ed al suo peso, con una suddivisione in cinque specifiche categorie appositamente determinate sulla base di parametri come peso e altezza.

Per chi viola le disposizioni di legge è prevista una sanzione di 135 euro senza decurtazioni di punti patente (in Italia la multa va da 74 a 299 euro a cui si aggiunge il taglio di 5 punti patente).

E’ stato calcolato poi che in Francia almeno un migliaio di bambini restano coinvolti in sinistri stradali con lesioni, ferimenti gravi o addirittura la morte. E’ un miracolo che le cose non vadano peggio, a giudicare dal comportamento degli automobilisti transalpini.

E’ bastato infatti un appostamento nelle strade vicino al Festival del Circo di Reuilly, per scoprire che su un campione di 350 veicoli con bambini a bordo, ben il 71% dei piccoli non era trasportato come previsto dalla legge.

Tra gli errori più frequenti, nel 39% dei casi si trattava di sbagli che rendevano inutili i dispositivi di ritenuta in caso di impatto, mentre nel 32% dei casi sono stati rilevati piccoli errori, in grado comunque di diminuire il livello di protezione offerto dai dispositivi.

E la “galleria degli orrori” prosegue con il 9% che non era assicurato affatto, il 3% non solo non sedeva su un adattatore, ma non indossava nemmeno la cintura di sicurezza; il 4% sedeva invece su un dispositivo omologato ma senza esservi assicurato, mentre il 2% non viaggiava sul seggiolino.

Alla presentazione dello studio, Prévention Routière e Bébé Confort hanno voluto dare una dimostrazione pratica dell’effetto devastante che un banale errore nell’assicurare i bambini in modo non corretto può produrre. Sono stati preparati così due crash test: nel primo caso, a bordo di un veicolo sono stati sistemati due seggiolini male assicurati, mentre nel secondo i dispositivi erano stati correttamente fissati.

Ebbene i risultati non hanno lasciato dubbi poiché nel primo caso, i seggiolini sono stati proiettati in avanti, con un seggiolino finito fuori dell’auto, sulla strada, mentre nel secondo caso i due dispositivi non si sono nemmeno spostati, perché rimasti solidali alla struttura del veicolo. Impattare a 50 orari, ricorda infine l’Asaps, equivale a buttarsi dal terzo piano e il peso di un bambino raggiunge, più o meno, la tonnellata.

Un invito quindi a prestare maggiore attenzione quando si trasportano bambini a bordo di un veicolo, anche se questa operazione può costare qualche minuto di tempo in più: una nullità rispetto alla vita che è in gioco.

Fonte: Repubblica.it

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