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Andrea Di Chiara | Salute del bambino

Trapani, punture… Niente di nuovo? – novità in fatto di anestesia (la puntura)

3 Aprile 2010

bambino-dentistaCapita di accorgersi che i bambini di oggi sono spesso più disinvolti dei loro familiari sulla poltrona: si accomodano accompagnati più da curiosità che non da timore o addirittura da terrore. Essenziale comunque rimane il tipo di comunicazione non verbale che i bimbi ricevono in famiglia sull’argomento dentista: se qualcuno dei “grandi” fa loro intendere che il dentista è pericoloso, alla curiosità si sostituisce la paura e poi toccherà al dentista recuperare, a volte a stento, la fiducia.

In testa ai “terrorizzati da dentista” rimangono comunque i nonni, a causa delle esperienze di cure senza anestesia praticate ai loro tempi da dentisti che non erano, come oggi, specialisti con 5 anni di università alle spalle, ma spesso medici generici improvvisatisi dentisti quando non meccanici dentisti o, addirittura, barbieri.

Da un sondaggio informale condotto sui miei pazienti sembra siano tutti d’accordo sulla procedura odontoiatrica che più incute timore. Sebbene non ci sia niente di peggio del dente trapanato da sveglio stile “Arancia meccanica”, i pazienti non temono tanto questo (perché sanno che comunque non corrono il rischio di essere torturati), quanto piuttosto… la puntura di anestesia !!!

Possibile che i dentisti non abbiano inventato alcuna niente di nuovo per addormentare i denti? la risposta è: sì e no.

Ci sono almeno un paio di gradi neurologici di anestesia; nel senso che la profondità dello stato di torpore del dente o della gengiva può essere più o meno marcato.

Esiste l’analgesia, per la quale si intende un “sonno leggero”, e l’anestesia propriamente detta, che invece consiste nel “sonno profondo”.

Parlando di anestesia locale odontoiatrica, ancora oggi il “sonno profondo” viene conferito, ahimè, solo dalla puntura…

… e se esistesse, però, un sistema per far sì che la puntura non venga avvertita? In altre parole, è possibile ottenere per il dente la tranquillità del “sonno profondo” tramite puntura senza però dover soffrire il dolore della puntura stessa?

La buona notizia è: sì, è possibile. È possibile, cioè, effettuare una procedura pre-anestestica (ossia analgesica, di “addormentamento parziale”) a carico della porzione di mucosa gengivale che poi potrà affrontare la puntura senza il minimo timore di avvertirla.

Come si fa? E’ abbastanza semplice avendo a disposizione una macchina per ionoforesi è una soluzione anestetica.

La ionoforesi è lo stesso dispositivo elettromedicale che usa il fisioterapista: si tratta di un motore elettrico che spinge ioni ad effetto farmacologico al di là di una barriera biologica quale la pelle o le mucose. Si accende l’interruttore e le molecole di anestetico viaggiano al di là della mucosa gengivale addormentandola più profondamente dell’anestetico per contatto, al punto tale da renderla insensibile alla puntura.

Alcuni dentisti posseggono un apparecchio per ionoforesi che usano per la fluoroprofilassi. Per fare la preanestesia è sufficiente invertire il polo elettrico di utilizzo (negativo per il fluoro, positivo per l’anestetico), e in 4 minuti mediamente si può fare la puntura senza avvertirla.

Inutile dire che, visto il successo sui bambini, si è sparsa la voce tra i familiari e i loro conoscenti, cosicchè oggi ho addirittura incrementato il numero dei clienti perché alcuni prenotano le loro cure da me solo per il fatto che fornisco questo tipo di servizio.

È importante sottolineare che l’efficacia e la durata dell’anestesia dipendono direttamente dallo stato d’ansia: in persone particolarmente ansiose può essere difficile o impossibile, in giornate particolari, addormentare un dente. Nel caso della preanestesia con ionoforesi prima della puntura in un paziente “difficile” è sufficiente aumentare il numero dei minuti (6 – 8 minuti invece che 4).

Detto questo, perché non si trovano dentisti che offrono questo banale ma graditissimo servizio?

Risposta: perché ai medici e ai dentisti non viene insegnata all’università la fisica, ma solo la chimica, quindi non pensano in termini di terapie fisiche, ma di terapie chimiche. L’effetto di questo (o la causa?) è che si spendono moltissimi soldi in farmaci spesso inutilmente, con grandi effetti collaterali, e con gradi di efficacia ben al di sotto delle terapie fisiche.

Per saperne di più su questo stato di cose, vi invito a leggere l’articolo “Riflessioni sulla comparazione di efficacia professionale tra i medici e gli altri scienziati applicativi del settore tecnologico” ( www.aipro.info , sezione Approfondimenti, contenitore Articoli del Dott. Di Chiara ).

La conclusione è che, se volete che i vostri bambini e voi stessi soffriate di meno dal dentista, dovete convincere il vostro dentista a studiare cose non nuove ma vecchissime, che all’università non ci sono state riferite perché scientifiche ma non commerciali… meditate gente.

Dott. Andrea Di Chiara – Odontoiatra

Presidente AIPRO – Associazione Italiana per le Prevenzione della Respirazione Orale

Per ulteriori informazioni e per i consigli preventivi e terapeutici del caso invitiamo a consultare il sito dell’AIPRO, Associazione Italiana per la Prevenzione della Respirazione Orale, www.aipro.info.