Congedo maternità per lavoratrici e mogli di lavoratori autonomi

Gli emendamenti di compromesso concordati con il Consiglio suggeriscono che sia compito di ogni Stato membro decidere se il pagamento per l’adesione ai regimi di assicurazione sociale (che copre congedo di maternità, malattia, invalidità e vecchiaia) debba essere obbligatorio per le lavoratrici autonome oppure se vi possano accedere volontariamente.

L’UE vuole aggiornare una legge già esistente per garantire gli stessi diritti sociali garantiti alle impiegate anche alle lavoratrici autonome e alle cosiddette “coniugi coadiuvanti” dei lavoratori autonomi. Le coniugi (o conviventi) coadiuvanti non sono lavoratrici dipendenti a tutti gli effetti, ma spesso aiutano i propri mariti o compagni nel loro lavoro autonomo (ciò accade nel settore agricolo e nelle piccole imprese, ma anche nelle libere professioni).

Alle lavoratrici autonome e alle coniugi dei lavoratori autonomi potrebbe essere data la possibilità o l’obbligo di pagare un regime di copertura sociale. Ciascuno Stato membro sarà dunque libero di scegliere fra obbligatorietà e volontarietà, hanno sottolineato i deputati in un emendamento di compromesso negoziato con il Consiglio in seconda lettura.

In ogni caso, ogni lavoratrice autonoma o coniuge coadiuvante avrebbe il diritto a 14 settimane di congedo di maternità, cioè il periodo minimo di congedo retribuito previsto per le lavoratrici dipendenti dalla direttiva UE sul congedo di maternità.

Di nuovo, spetterà agli Stati membri decidere se il congedo sarà obbligatorio o volontario. Tale protezione potrà anche essere “proporzionale alla partecipazione nelle attività del lavoratore autonomo”.

Per i deputati, l’accesso a qualunque servizio nazionale che provveda una sostituzione per una donna in congedo di maternità può essere considerato “un’alternativa, o parte del sussidio di maternità”. In questo caso la donna in congedo non riceverebbe l’intera indennità, ma potrebbe essere facilmente sostituita nell’impresa familiare.

Il Parlamento chiede infine agli Stati membri di adottare le misure necessarie per assicurare che le condizioni per la fondazione di un’impresa tra coniugi (o compagni di vita, se riconosciuti dalla legge nazionale) non siano più restrittive che tra altre persone.

Il Consiglio prevede di adottare gli emendamenti votati oggi dal Parlamento il 7 giugno. Gli Stati membri avranno quindi due anni di tempo per introdurre le modifiche alla direttiva, o quattro anni “se incappano in difficoltà” nel trovare le risorse per garantire il livello standard di protezione sociale alle lavoratrici autonome e alle mogli o conviventi dei lavoratori autonomi.

Fonte: Gravidanza Web.it

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