Bocelli su Youtube racconta: nato perché mia madre non ha voluto l’aborto.

Nel videomessaggio, Bocelli parla di una giovane donna che arriva in ospedale con dolori che fanno pensare a un problema di appendicite. Lei non sa di essere incinta.

«I dottori le misero del ghiaccio sulla pancia—racconta il tenore — e poi, quando il trattamento era finito, le dissero che avrebbe fatto meglio ad abortire. Che era la soluzione migliore, perché il bambino sarebbe venuto al mondo con qualche forma di disabilità. Ma la giovane e coraggiosa sposa decise di non interrompere la gravidanza e il bambino nacque ».

E poi: «Quella signora era mia madre, e il bambino ero io». Quindi aggiunge: «Sarò di parte, ma posso dirvi che è stata la scelta giusta e spero che questo possa incoraggiare altre madri che magari si trovano in momenti di vita complicati ma vogliono salvare la vita dei loro bambini». Alla fine accenna un canto: «Voglio vivere così… col sole in fronte…». Bocelli è nato con una forma di glaucoma congenito che lo ha reso quasi cieco.

Il video, girato diversi mesi fa, serviva per una serata organizzata da «Nph-Italia», branca della fondazione «Nuestros Pequenos Hermanos» (I nostri piccoli fratelli ndr) che si occupa di bambini e con la quale Bocelli collabora. In particolare, era un omaggio all’opera di padre Rick, un prete-chirurgo che ha dedicato venticinque anni ai bimbi di Haiti, e che ha costruito un centro per le mamme con figli disabili.

Perché in quel Paese, capita che i bimbi con menomazioni più o meno gravi non vengano accettati e curati.

Con questo video Bocelli intende rivolgersi agli abitanti di un Paese tanto povero quale Haiti, dove i bambini disabili rischiano di non essere accettati dalle famiglie, per far sapere loro che anche lui ha rischiato di non vedere la luce a causa di una forma di disabilità.

Lui, che invece ha venduto 70 milioni di dischi e conquistato il mondo. E che adesso è diventato l’idolo delle organizzazioni che si battono per la difesa della vita e contro le interruzioni di gravidanza.

Fonte: Corriere.it


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