Rinunciare al fumo per aiutare un bambino nel Sud del mondo

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La denuncia è di Romano Ricci, presidente di Reach Italia Onlus, che, in occasione della Giornata mondiale senza Tabacco, ha presentato il progetto «Spegni il fumo. Accendi la vita», in collaborazione con l’Unità di Tabaccologia dell’Università La Sapienza di Roma, con la Società italiana di tabaccologia e con l’Agenzia nazionale per la prevenzione.

«La verità che dobbiamo affermare con forza – ha detto Giacomo Mangiaracina, docente del Dipartimento di Scienze di sanità pubblica dell’Università La Sapienza – è che il denaro ha anche un valore etico: chi smette di fumare fa bene alla propria salute, ma può anche andare oltre e farne una scelta etica.

Attraverso lo strumento del Sostegno a distanza (SaD, ndr), rinunciare a 7/8 pacchetti di sigarette, quelli che un fumatore abituale consuma in una settimana, può permettere a un bambino, in un villaggio del Sud del mondo, di alimentarsi, di ricevere le cure mediche di base e di studiare, di affrancarsi da un destino di miseria».

Fonte: Corriere.it

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