Aiuto, ho poco latte!

Il poco latte è il motivo dell’abbandono dell’allattamento per la metà delle madri, ma il più delle volte si tratta di un falso allarme.

Questa epidemia di mancanza di latte è un fenomeno recente, diciamo dell’ultimo secolo. Se, nei secoli precedenti, così tante madri avessero avuto poco latte, oltre al fatto che una volta si moriva facilmente per malattie che ora sono assolutamente curabili, probabilmente ci saremmo già estinti.

È importante chiarire un punto: per allattare non serve avere tanto latte, ma serve avere il giusto latte, quello che serve al nostro bambino (o ai nostri bambini).

Avere una produzione di latte che supera il necessario diventa addirittura un problema!

Due buone notizie.
Innanzitutto, nella maggior parte dei casi si tratta di un falso poco latte: il latte c’è, ma la madre pensa di non averne a sufficienza.
In secondo luogo, anche i casi di vero poco latte il più delle volte sono risolvibili, spesso con semplici accorgimenti.
Il poco latte irrisolvibile (ipogalattia) o l’assenza totale di latte (agalattia) sono casi medici rarissimi.

Affinché la produzione di latte sia adeguata alle esigenze del bambino, è sufficiente tenere a mente alcuni punti.

  • L’allattamento deve essere a richiesta, cioè il bambino deve poter poppare tutte le volte che vuole e per tutto il tempo che vuole.
    Più il bambino si attacca al seno, più si produce latte. I bambini non poppano a intervalli regolari: in un certo momento della giornata potrebbero fare brevi poppate ravvicinate, per poi fare poppate più lunghe e distanziate; di conseguenza è normale che un neonato mangi 12 volte (o anche più) nell’arco di 24 ore, con poppate distribuite irregolarmente.
  • L’allattamento deve essere esclusivo per i primi sei mesi.
    I cibi diversi dal latte affiancheranno (e non sostituiranno) il latte materno in seguito, tenendo presente che il latte materno resta l’alimento fondamentale fino all’anno di vita del bambino e che si raccomanda di proseguire l’allattamento fino ai due anni e oltre.
    Allattamento esclusivo significa che il bambino assume solo latte materno (e, se necessario, medicine), quindi niente acqua, tisane, camomilla, succhi.
  • L’attacco al seno del bambino deve essere corretto, in modo da garantire un’adeguata stimolazione del seno, un’adeguata assunzione di latte da parte del bambino e per evitare la formazione di spiacevolissime ragadi.
    Per approfondire cosa si intenda con attacco corretto, vi consiglio i testi che trovate in fondo all’articolo.

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Fatte queste premesse, come facciamo a sapere se un bambino sta assumendo latte a sufficienza?
Come valutiamo se c’è abbastanza latte?
Le maggiori associazioni pediatriche indicano questi tre aspetti da tenere in considerazione:
l’aumento del peso: dopo i primi giorni di vita in cui si assiste a una perdita di peso fisiologica, il bambino dovrebbe aumentare almeno 125 grammi a settimana per i primi tre mesi. In seguito l’aumento di peso rallenta, e sarà di almeno 80 grammi a settimana;
i pannolini: un neonato dovrebbe sporcare (di feci o urina) almeno 6 pannolini al giorno;
lo stato generale del bambino: in pratica se sembra star bene; è consolabile quando piange? è vivace e tonico come sempre?

Quanto detto è quello che c’è da sapere per essere sicure di avere abbastanza latte, di conseguenza tutto il resto che viene considerato come sintomo di poco latte, in verità non ne ha niente a che vedere!



Ecco i casi più tipici di falso poco latte:

Qualità del latte
Non esistono il latte poco nutriente, il latte leggero, il latte poco sostanzioso, il latte troppo pesante, il latte cattivo, il latte che è acqua (o meglio, il latte è fatto da acqua quasi al 90%, ma è normale che sia così).

Doppia pesata
La vecchia abitudine di pesare il bambino prima e dopo la poppata per capire quanto latte ha preso, non serve a nulla.
Innanzitutto infastidisce il bambino, e soprattutto se ne ricava un dato inutile. La composizione del latte materno varia all’interno della poppata, nell’arco della giornata e con il passare dei mesi. Inoltre ogni individuo ha un metabolismo diverso, quindi ognuno ha bisogno di diverse quantità di cibo. Sapere che il bambino ha preso 70 grammi di latte non dice nulla, non si può sapere se è tanto o è poco. L’unica cosa che conta è il risultato del latte ingerito, cioè vedere se il bambino cresce e sta bene.

Ereditarietà: Se la mamma, la sorella, la zia o la cugina avevano poco latte, non significa che noi avremo poco latte.

Caratteristiche fisiche della mamma
La dimensione del seno non ha a che fare con la produzione di latte. La ghiandola che secerne il latte è molto piccola in tutti i seni. Allo stesso modo non importano la costituzione fisica, il colore degli occhi, dei capelli, il numero di scarpe ecc.

Caratteristiche fisiche del bambino
Si sente dire in giro tutto e il contrario di tutto.
Se il bambino è di costituzione piccola, si pensa che il latte della mamma non nutra abbastanza e che quindi serva altro. Se il bambino è di taglia grande, allora ci raccontano che il latte non riesce a sfamarlo proprio per la sua costituzione.
Indipendentemente dalla taglia del bimbo, il latte di mamma va sempre bene. Se il bambino è grosso e ha bisogno di mangiare molto, popperà di più, se è uno scricciolo che ha bisogno di mangiare meno, popperà di meno.

Seno morbido
È normale che il seno, rispetto ai primi tempi in cui era più pesante e duro, torni più soffice.
Non vuol dire che c’è meno latte, significa che la produzione di latte si è calibrata sulle esigenze del bambino e che quindi non si hanno più picchi di produzione che induriscono il seno. Per lo stesso motivo, con il passare del tempo si dovrebbe smettere di sgocciolare latte o di avvertire delle specie di fitte o formicolii. Tutto normale.

Montata lattea
Alcune mamme dicono di non avere avuto la montata lattea. A volte, però, il significato di questa espressione è travisato.
Montata lattea significa semplicemente che dal colostro (poche gocce dense e gialline), prodotto dal seno i primi giorni, si passa a produrre il latte (un liquido più abbondante che i primi tempi è bianco-giallino e poi diventa bianco-acquoso). Alcuni invece pensano che avere la montata lattea significhi ritrovarsi con i seni esplosivi, dolenti, caldi: questo è un ingorgo mammario, o quasi, che effettivamente spesso si verifica in concomitanza con la montata lattea, ma è un’altra cosa ed è una situazione che sarebbe meglio evitare!

Scatti di crescita
La maggior parte dei bambini poppa a intervalli irregolari durante la giornata, inoltre non è detto che con il passare del tempo questi intervalli si allunghino; oppure può darsi che succeda e che poi per un periodo poppino più spesso di prima (specialmente di notte!).
È normale: i bambini crescono in maniera irregolare, per cui in alcuni periodi sono più affamati (capita anche a noi, anche se non dobbiamo più crescere…). Quindi se il bambino chiede il seno più spesso di prima non significa che il latte sia poco o poco nutriente, significa solo che ha più fame dei giorni precedenti: dategli il seno, lui popperà di più e la produzione di latte aumenterà.

Durata
Può essere che con il tempo le poppate diventino più veloci, cioè durino meno tempo. Non significa che ci sia meno latte da tirare fuori, vuol dire solo che il bambino, crescendo, ha una forza maggiore quando succhia, quindi ci mette di meno a estrarre il latte.

Poco latte a orari
Molte mamme sentono di avere meno latte alla sera. Osservano che il bambino non vuole stare attaccato al seno oppure si attacca e si stacca.
Di sera noi mamme siamo più nervose: siamo stanche, stare tutto il giorno con il bambino è pesante. Lo stesso vale per il bambino: anche se non ci sembra, magari per lui quella è stata una giornata molto stimolante. Diventa un circolo vizioso: il bambino ha fame, ma è così stanco che non vuole mangiare, noi siamo stanche e questo comportamento ci innervosisce ancora di più… Il poco latte qui non c’entra, servono tante coccole e pazienza (sia per il bambino che per la mamma).

Tiralatte
Se proviamo a usare il tiralatte o a spremere il latte con le mani e ne esce poco o forse non ne esce proprio, non vuol dire che abbiamo poco latte.
Tecnicamente, il tiralatte e la spremitura sono due sistemi meno efficaci per estrarre il latte rispetto alla bocca del bambino. Inoltre il fatto che con questo sistema possiamo vedere la quantità di latte, fa sì che ci sentiamo sotto esame, aumentando ansia e stress. Questo inibisce la produzione di ossitocina, un ormone che attraverso micro contrazioni al seno permette la fuoriuscita del latte, per cui il latte c’è, ma non esce.

Latte che sparisce
Allo stesso modo, a volte si sente dire che, a seguito di forti emozioni o situazioni stressanti, è sparito il latte.
La produzione di latte dipende solo dalla stimolazione del seno, quindi il latte c’è; può essere che, per lo stesso motivo di prima, invece il latte non esca.
Cercare, per quanto possibile, di rilassarsi è l’unico rimedio.

Se conoscete altri miti sul poco latte, raccontatemeli, sarò ben lieta di venirne a conoscenza!


di Sara Cosano
Peer counsellor in allattamento al seno, membro della sezione italiana di IBFAN (International Baby Food Action Network), componente del Comitato Regionale per la promozione dell’allattamento materno della Regione Veneto.


Per saperne di più
Un dono per tutta la vita, Carlos González
Tutte le mamme hanno il latte, Paola Negri
Allattare è facile!, Giorgia Cozza
Latte di mamma… tutte tranne me!, Giorgia Cozza
Allattamento in pillole, autori vari (ebook)
Ossitocina, l’ormone dell’amore, Kerstin Uvnäs Moberg
L’allattamento spiegato ai papà, Alessandro Volta e Ciro Capuano
Allattare, un gesto d’amore, Tiziana Catanzani e Paola Negri
Allattamento materno, una goccia di saggezza, una grande opportunità, Ministero della Salute
Allattare.net, Maria Ersilia Armeni

Le tre figure principali nel sostegno alle mamme che allattano sono:
Consulenti professionali in Allattamento Materno (IBCLC): professionisti sanitari specializzati nella gestione clinica dell’allattamento al seno.
La Leche League: associazione a livello mondiale con più di cinquant’anni di storia, aiuta le donne tramite consulenti che sono mamme con esperienza di allattamento al seno.
Peer counsellors (consulenti alla pari): mamme che aiutano altre mamme nei gruppi di auto-aiuto.

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