Emergenza pidocchi

Una volta si pensava, a torto, che la loro presenza fosse una conseguenza della scarsa igiene della persona, cosa che in realtà non ha niente a che vedere con la pulizia personale: la loro trasmissione diretta da persona a persona è infatti molto facile da attuarsi.

È stato stimato che la presenza dei pidocchi del capo è più frequente nel bambino che nell’adulto, nella fascia d’età compresa tra i 3 e gli 11 anni, di sesso femminile e che vivono in aree urbane.

Questi piccoli parassiti si insinuano sul cuoio capelluto (ma anche su ciglia, sopracciglia, barba e peli pubici) attaccandosi al derma e nutrendosi del sangue del loro ospite. Una volta “addentato” il derma, il tessuto reagisce con un’azione infiammatoria causando alla persona fastidiosi pruriti e dermatiti che sono il primo campanello d’allarme della pediculosi.

Per debellare l’infestazione di questi parassiti non è assolutamente necessario tagliare a zero i capelli dei nostri bambini (rischiando inoltre di portare sotto i tacchi l’autostima dei nostri piccoli, soprattutto se femminucce!), ma esistono vari accorgimenti e rimedi anche di origine vegetale. Nel caso di pediculosi si sono infatti dimostrati molto efficaci gli oli essenziali. Vediamo come poterli utilizzare..

Il trattamento inizia con uno shampoo a base di radice di salice a cui sono da aggiungere qualche goccia di olio essenziale di Tea Tree (Malaleuca alternifolia). Dopo aver sciacquato i capelli con dell’aceto bianco, sfilate tutte le uova (lendini) ormai morte presenti sul cuoio capelluto con l’aiuto di un pettine a denti fitti. Le uova si attaccano saldamente alla radice del capello soprattutto nelle zone parietali, occipitali e dietro le orecchie. Bisogna pettinare ciocca per ciocca partendo dalla radice.

È consigliato continuare con un impacco di acqua e aceto bianco da applicare per 1 ora. Tutto ciò andrà rifatto una settimana dopo il primo trattamento.

Nel frattempo massaggiate quotidianamente il cuoio capelluto e le zone interessate con una lozione ottenuta miscelando in olio d’oliva poche gocce di olio essenziale di lavanda, oppure di origano o ancora di rosmarino.

Controllate il cuoio capelluto ogni 2-3 giorni per 2-3 settimane per accertarsi che pidocchi e lendini siano scomparsi del tutto.

Nel caso in cui il continuo grattarsi provochi dolorose lesioni al tessuto, disinfettate le zone interessate con acqua e tintura madre di Calendula. Un’altra lozione efficace si ottiene lasciando macerare 100 gr di sommità fiorite di lavanda in mezzo litro di aceto di vino bianco, mescolando quotidianamente e filtrando dopo 2 settimane.

Per quanto riguarda gli oggetti sono da lavare pettini, spazzole e fermagli della persona interessata in acqua bollente e sapone e lasciare in ammollo per almeno 1 ora. Lavate anche lenzuola, abiti, cappelli, sciarpe e giocattoli (come i pelouche) in acqua calda ad almeno 55°C o a secco o ancora lasciarli all’aria aperta per almeno 48 ore (i pidocchi lontano dal cuoio capelluto muoiono).

Nel caso di giochi o oggetti che non possono essere lavati, chiudeteli accuratamente in un sacchetto di plastica per almeno due settimane in modo che parassiti e uova (lendini) cessino il loro ciclo vitale.

Lo shampoo su indicato a base di radice di salice a cui si aggiungono poche gocce di olio essenziale di Tea Tree e la lozione di olio d’oliva con olio essenziale di lavanda, o di rosmarino o di origano per il massaggio del capo, sono efficaci anche a livello preventivo.

Federica Scropetta

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