Latte materno: troppe poppate non fanno male

Lo scorso fine settimana la promozione dell’allattamento al seno e la corretta informazione circa il valore del latte materno hanno subito l’ennesimo, grave colpo.

Un articolo de La Stampa dal titolo “Troppe poppate fanno male” fa riferimento allo studio pubblicato dal British Medical Journal in data 16 gennaio 2011.

La ricerca citata afferma come il latte materno non rechi beneficio alla salute del neonato e del lattante, poiché provocherebbe anemia, celiachia e addirittura obesità nel bambino.

Secondo quanto riferito dal British Medical Journal, l’allattamento esclusivo fino al sesto mese – così come raccomandato dall’OMS – sfavorirebbe l’introduzione dei cibi solidi nella dieta del bambino, poiché ostacolerebbe la familiarità con i gusti diversi da quello del latte.

Tali affermazioni non trovano riscontro in alcuna evidenza scientifica accertata. Gli autori dello studio, infatti, hanno liberamente interpretato i risultati di alcuni studi già pubblicati, alcuni dei quali neppure conclusi, e provati meno attendibili delle ricerche avvalorate dall’OMS.

Non è superfluo, poi, fare presente che la quasi totalità degli autori dell’articolo ha ricevuto finanziamenti da aziende produttrici di alimenti per l’infanzia…

Netta e solerte la risposta di Ibfan Italia, con un comunicato che smentisce quanto affermato dai recenti articoli del BMJ e de La Stampa sottolineandone la totale mancanza di fondamento, denunciando l’interesse – mal celato – dei produttori di latte formulato e di altri alimenti per l’infanzia e ribadendo con forza il valore del latte materno e delle raccomandazioni dell’OMS in materia di allattamento al seno.

Il comunicato di Ibfan Italia annovera tra i firmatari due preziose collaboratrici del Bambino Naturale:

Sara Cosano


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