Piccole frustrazioni quotidiane

Avevo in mente di iniziare a parlarvi delle realtà virtuose.

Ho intervistato uno splendido sindaco donna e mamma e dovevo solo rimettere in bella copia gli appunti.

Ma poi, come spesso mi accade, la mente naviga verso altri orizzonti e l’argomento che nasce spontaneamente dalle mie dita, impegnate a digitare freneticamente, è invece un altro.

Oggi l’istino mi spinge a parlare delle piccole frustrazioni quotidiane di una mamma che lavora in casa.

Anche un po’ per sfatare l’immagine idilliaca di donna molto forte ed organizzata, vi dirò che ci sono alcune mattine in cui l’unica cosa che desidererei è fare speleologia sotto il piumone…infilarmi negli anfratti più nascosti del letto e dormire, dormire, dormire.

Perchè so che al risveglio mi attende una giornata lunga, una giornata che vale per due.

Perchè quando lavori in casa sei contemporaneamente mamma, casalinga e lavoratrice.

E inevitabilmente ti trovi a spingere l’accelleratore per ottimizzare tutti gli istanti.

In ufficio esistevano le belle, gratificanti, pause caffé… adesso la pausa dal lavoro è la partita a biliardino con il bimbo piccolo (quando va bene) o una velocissima stiratina di abiti e abitini (quando va male).

Così le giornate diventano frenetiche… una corsa continua all’inseguimento di quella perfezione che noi donne, spesso, riteniamo di dover raggiungere a tutti i costi…

Spesso, in quelle giornate difficili, quelle in cui mi sento schiacciata dall’elenco degli impegni, mi ricordo che ho lasciato il lavoro da dipendente proprio per tenermi stretta i miei tempi, per vivere con serenità.

E allora rallento, prendo mio figlio piccolo e andiamo a piedi a prendere il grande  a scuola.

Entrambi sono felici… e considerando che i miei veri, nuovi, datori di lavoro sono Antonio e Andrea mi sento una lavoratrice perfettamente appagata.

Luisa Maria Orsi


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