Anche ai bambini l’acqua del rubinetto

Non c’è nessuna ragione nutrizionale, né tanto meno di sicurezza per non dare anche ai bambini l’acqua di rubinetto.

Non c’è bisogno di acqua minerale “ricca di calcio” per la crescita dei bambini (le acque delle nostre città ne contengono a sufficienza), né di acque “povere di sodio” (i quantitativi incidono pochissimo sul totale dell’ introito giornaliero).

Tutte le acque stimolano la diuresi. E’ inutile comprare un’acqua in farmacia per diluire il latte in polvere.

Le uniche differenze riguardano il gusto: se l’acqua del rubinetto ha un po’ di sapore di cloro, basta lasciarla all’aria: il cloro è un gas ed evapora alla svelta.

La campagna dei produttori di acqua minerale (“Acqua minerale. Molto più che potabile”), è stata bocciata dal Giurì perché denigra l’acqua del rubinetto e “ingenera nel pubblico convinzioni errate e timori non giustificati sulla sicurezza dell’acqua potabile per la salute dei consumatori”.

Questo non deve far dimenticare che in 128 comuni italiani esistono reali problemi per l’acqua del rubinetto, resa potabile solo per deroghe alla Normative vigenti. L’Unione Europea ha recentemente respinto la richiesta di una terza deroga sui valori di arsenico, fluoruro e boro. Il problema riguarda circa l’1,7 per cento della popolazione (che ha diritto ad un’acqua sicura), ma per gli altri 59 milioni di italiani l’ acqua di rubinetto è controllata e di buona qualità.

Il materiale più diffuso per l’imbottigliamento è il PET. In fase di produzione 1 kg di PET (25 bottiglie da 1,5 litri) consuma 2 kg di petrolio e 17,5 litri d’acqua. Per contenere 37,5 litri d’acqua, ne consumiamo la metà! Rilascia nell’atmosfera:

– 40 gr. di idrocarburi;

– 25 gr. di ossidi di zolfo;

– 20 gr. di ossidi di azoto;

– 18 gr. di monossido di carbonio;

– 2,3 kg. di anidride carbonica, gas responsabile dell’effetto serra.

Per trasportare 10.000 bottiglie d’acqua da 1,5 litri (15 tonnellate), un camion in perfetta efficienza consuma 1 litro di gasolio ogni 4 km (25 litri ogni 100 km). Ipotizzando una percorrenza media di 1.000 km, tra andata e ritorno, il consumo di gasolio ammonta a 250 litri, ovvero 250.000 cm3 che, divisi per 10.000 bottiglie corrispondono a 25 cm3 di gasolio per bottiglia Considerando un consumo giornaliero a persona di 1 litro di acqua in bottiglia al giorno, moltiplicando 25 cm3 per 200, si avrà un consumo di 5 litri di gasolio all’anno pro capite.

A questi 5 litri vanno aggiunti:

– i consumi di petrolio per produrre le bottiglie di plastica (8 kg per 200 bottiglie);

– i consumi di gasolio dei camion che trasportano le bottiglie di plastica vuote dalla fabbrica che le produce all’azienda che imbottiglia l’acqua e dei camion della nettezza urbana che le trasportano dai cassonetti agli impianti di smaltimento;

– i consumi di benzina degli acquirenti nei tragitti casa – supermercato – casa

e casa – cassonetti – casa.

In conclusione una persona che usa l’acqua in bottiglie di plastica consuma ogni anno almeno di 8 litri di gasolio/benzina e 8 kg di petrolio. Una famiglia di quattro persone spende ogni anno da 320 a 720 euro e fa bruciare almeno 32 litri di combustibili fossili.

Ne vale proprio la pena?

Eugenio Serravalle
www.eugenioserravalle.com


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