Sono diventata mamma. Vedere i disturbi dell’apprendimento con occhi nuovi

Sono mamma, il 21 febbraio è nata Beatrice ed il mio mondo è cambiato…perché, direte voi, iniziare così un articolo che dovrebbe parlare di disturbi dell’apprendimento?

Perché entrando nel magico mondo della mamme mi sono catapultata nell’orrido mondo delle preoccupazioni…Allora care mamme e cari papà ho iniziato a guardarvi con occhi diversi; occhi che anni di studi non potevano creare.

Oggi da mamma e da psicologa sono qui per tranquillizzarvi perché una diagnosi di DSA (disturbo specifico dell’apprendimento) può far nascere mille perplessità che è compito di noi professionisti sedare ed inquadrare nella corretta collocazione.

Non mi stancherò mai di dire che i bambini con DSA non sono per definizione “stupidi”; uso questa parola esplicitamente, pur non condividendola, perché questo è uno dei primi dubbi che affliggono voi genitori. Sono bimbi intelligenti che hanno una difficoltà specifica, spesso circoscritta, che li penalizza in ambito scolastico e quotidiano.

Ma attenzione, i bambini non sanno come interpretare la difficoltà che si trovano ad affrontare; si vedono diversi dai compagni di classe, fanno più fatica, si stancano presto ma non sanno a cosa ascrivere questo disagio.

La risposta che spesso si danno per dipanare la matassa è generalizzata a tutta la persona: “sono stupido”, pensano, e questo stato d’animo negativo condiziona inevitabilmente i loro comportamenti, le loro azioni ed i loro pensieri.

Se non volete che l’autostima dei vostri cuccioli ne risenta è fondamentale che voi genitori sappiate affrontare il nemico a testa alta. Ricordate che voi siete lo specchio dei vostri bambini, loro apprendono guardandovi, imitandovi; non mostratevi preoccupati, spaventati dalla diagnosi; l’unico risultato che otterreste è creare in vostro figlio la stessa apprensione, lo stesso timore.

Abbiate la forza di guardare al disturbo per quello che è, senza amplificarne i sintomi, mostrandovi sereni e tranquilli. Alleatevi con i vostri figli nel percorso abilitativo che si appresteranno a fare e che, se vi vedrà complici, sarà più semplice affrontare. Resistete quando la noia, la stanchezza prenderà il sopravvento; quando i vostri bimbi si opporranno ai training, mostratevi propositivi.

Non mollate e normalizzate più che potete la situazione, senza di dimenticare di promuovere l’esame di realtà. Siate onesti con loro li renderete sicuri di sé stessi.

Proprio perché i vostri figli non sono “stupidi” (uso ancora questo brutto termine) non fingete che il disturbo non esista, accogliete il loro malessere tranquillizzandoli; premiate sempre l’impegno e mai il risultato, elogiate ogni piccolo passo in avanti mostratevi entusiasti per ogni minimo miglioramento e non disperate per qualche giornata “no”.

Le difficoltà si possono superare con la volontà, la forza ed il gioco di squadra ricordatelo e ricordiamolo sempre.

Ora sono anche io mamma e so che il loro benessere è prioritario; ed allora, se vogliamo veramente aiutarli nella loro crescita, lasciamo che il sorriso lasci il posto alla tristezza; che la forza sostituisca la stanchezza, che l’energia nasconda la paura.

Tutto ciò senza essere bravi attori (verremmo scoperti subito ed otterremmo l’effetto contrario) ma credendo fermamente che un DSA è un nemico che si può affrontare conoscendo le strategie e le tecniche giuste. Ricordando che i dubbi, i silenzi, i non detti creano molti più mostri nelle menti dei nostri bimbi che una sicura, tranquillizzante e normalizzante verità.

Federica Mazzoli

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