Bimbi felici… con un sorriso

Questo articolo avrebbe potuto intitolarsi anche “Il potere del sorriso”, concetto inflazionato, fritto e rifritto, nel quale personalmente riponevo scarsissima fiducia e sul quale sono stato ampiamente sconfessato in occasione di una breve vacanza in Puglia nella quale i miei bambini hanno sperimentato un nuovo mezzo di locomozione: l’aereo.

Decollo, volo e atterraggio tra euforia e sorrisi radiosi; tra nuvole, cielo e sole, tranquillamente elettrizzati!

La città è bella, il tempo è splendido, il mare una cornice stupenda; camminiamo, parliamo, ridiamo, scattiamo foto, facciamo tutto tutti insieme in una simbiosi nuova ed euforizzante, in un equilibrio rassicurante che scaccia via qualsiasi preoccupazione.

In questo clima inverosimilmente festoso, la felicità è palpabile e ci circonda; abbracci, baci, e sorrisi si sprecano.

Io mi sento splendido e solare dentro e questo si riflette prepotentemente fuori; ci contagiamo a vicenda di amore e di rassicurazioni spontanee.

Sulla sommità di un faro, godendo di un panorama strepitoso ci abbracciamo stretti mentre ci scattiamo una foto e un istante dopo il Pescatore mi sussurra le parole: babbo, ti voglio tanto bene e sono felice.…

Scendiamo e lascio che il mio Pescatore si allontani per andare ad osservarne altri, una volta rimasti soli la Papera, che avevo appena sbaciucchiato e stritolata con un abbraccio solleticante si volta e mi dice: babbo, come sei bello quando sei sorridente, mi piaci tanto!!!

Per un istante il mondo si ferma ed improvvisamente mi rendo conto, per la prima volta, del potere del sorriso, quello vero

Per cercare di gestire al meglio la separazione nei confronti dei bambini ed essere pronto a fronteggiare momenti e situazioni difficili nonché per tentare di essere il più attento e ricettivo possibile ai loro comportamenti e segnali, ho letto diversi libri sull’argomento e in alcune circostanze complicate, di contrasto con la ex moglie, di dolore, ho cercato di ostentare verso i miei figli tranquillità e sicurezza, normalità e quotidianità.

E credevo anche di essere riuscito ad ingannarli, senza sapere quanto miseramente avevo fallito nel mio intento fino a questi episodi.

Indubbiamente molte altre volte c’erano state manifestazioni di affetto e di gioia ma questa era diversa, la sentivo diversa perché ero io diverso.

Cosa era cambiato?

Il mio sorriso non era tanto un’espressione dei miei muscoli facciali, quanto una manifestazione della mia anima, per una volta completamente felice e leggera, senza turbamenti né sensi di colpa, senza il peso dei miei bisogni d’espiazione. Mi sentivo affascinante, autorevole e sicuro.

Non ero solo il genitore che si preoccupava della soddisfazione dei bisogni primari dei suoi bambini, aspetto fondamentale ed insostituibile per il loro sano e corretto sviluppo .

Senza sforzo, inconsciamente, trasmettevo loro anche sicurezza e serenità; ovvero quei bisogni che entrambi avevano in passato manifestato e ai quali, solo ora mi accorgo, io non ero riuscito a dare piena soddisfazione, preso com’ero dalle attività di autocommiserazione, ascolto dei “miei” bisogni e convinzioni sacrificali.

Sentivo il sorriso sorgermi da dentro, la gioia accompagnare ogni mia azione ed essi percepivano questo mio stato gaudioso; li stavo aiutando a recuperare serenità e mi stavo  impegnando costruttivamente a ritrovare anche la mia.

I bambini devono poter contare su un solido e sorridente porto sicuro in mezzo alla tempesta che è la separazione, ovvero genitori che fughino ogni loro timore; certi che, anche se le cose tra babbo e mamma sono andate così, potranno ancora e sempre esser felici vivendo i genitori singolarmente in un modo inconsueto, certamente diverso ma non meno appagante.

Un genitore rassicurante e sereno sarà in grado di confortare i propri figli, aiutandoli in questo frangente così doloroso e per certi versi incomprensibile e dimostrare loro che l’amore verso i figli non cambia nemmeno quando, sfortunatamente, il rapporto di coppia naufraga.

Sono passati solo pochi giorni da tutto ciò ma questa sensazione, seppur sballottata sulle montagne russe della separazione, non mi ha abbandonato; la sento latente dentro di me e ripensare alle parole del Pescatore e della Papera la rinvigoriscono ogni volta, riportandomi alla mente quei momenti meravigliosi trascorsi insieme.

Avrei ancora molto da aggiungere sui bisogni dei bambini, quelli reali e non quelli presunti tali da qualche genitore che non ha ancora ben capito quanto la presunzione renda incapaci di vero ascolto e che ora vi saluta cordialmente!

Alla prossima.

Alessandro Giannoni

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