Nell’educazione al vasino sono utili le ricompense?

Molti manuali per i genitori consigliano di usare le ricompense e i premi per educare il bambino al vasino. La questione potrebbe essere trattata in senso più ampio: quanto sono utili i premi e le punizioni in generale nell’educazione di un figlio?

Se ascoltiamo l’opinione comune il bambino “buono” è colui che non fa confusione, rispetta le regole, non urla, non fa i capricci. In sostanza compiace il genitore.

Alcuni autori (1) ritengono che i manuali per l’educazione dei bambini siano molto centrati sui bisogni dell’adulto, sull’automatica accettazione dei diritti del genitore, trascurando quasi del tutto di prendere sul serio bisogni, sentimenti ed evoluzione del bambino.

Così come per l’educazione in generale, anche nell’educazione agli sfinteri il premio dato perché il bambino ha prodotto qualcosa nel vasino sotto il nostro comando può essere una trappola che si rivolta contro il genitore stesso.

Chiediamoci: per quale motivo il bambino si siede sul vasino o fa i compiti da solo? Perché questo risponde ad un suo bisogno fisiologico o ad una sua motivazione interna o solo per il fatto di compiacere il genitore o per avere in cambio un adesivo o una caramella?

Magari sul momento con il sistema delle ricompense avremmo centrato il nostro obiettivo, cioè far fare al nostro piccolo la pipì nel posto giusto, ma successivamente rischieremmo che lui si aspetti ogni volta un premio solo per avere risposto ad un suo bisogno fisiologico.

In quel caso, una volta stancatosi della caramella, dovremmo proporgli qualcos’altro ed alzare la posta in gioco? Ogni volta promettergli qualcosa di diverso?

No, al contrario. Se il piccolo non si vuole sedere sul vasino, un motivo c’è e va indagato. Promettere un premio significherebbe solo spostare la motivazione del bambino da una risposta a un suo bisogno fisiologico a un desiderio di compiacere il genitore o peggio ancora negare l’esistenza di una sua necessità (fare la pipì) in favore di un’azione svolta solo per ottenere qualcos’altro dall’esterno.

La più grande motivazione che spinge il bambino ad essere indipendente dal pannolino non è tanto la caramella o l’adesivo, quanto piuttosto il desiderio di essere come la mamma o il papà, il fratello maggiore o il cuginetto di un paio d’anni più grande.

E’ il desiderio di fare da solo, è per questo che il genitore dovrebbe aiutare il bambino a fare da sé senza sostituirsi a lui. (2)

Elena Dal Prà

Bibliografia:
(1) A. Kohn, Amarli senza se e senza ma, Il leone verde Edizioni.
(2) Per saperne di più consultare E. Dal Prà, Via il pannolino!, Il leone verde Edizioni.

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