Una mamma… prematura

La gravidanza cambia una donna, la trasforma, magari la completa.

Ciò che è certo è che le spalanca una nuova fase della vita. I nove mesi vengono percepiti come un soffio da alcune donne, interminabili da altre.

Ognuno vive la gravidanza a modo suo e ogni gravidanza in modo differente. I nove mesi non servono solo per “formare” il bambino ma anche per far nascere una mamma.

Tanti psicologi con diverse ricerche si sono soffermati sul significato psicologico del periodo della gravidanza e ne hanno evidenziato alcune tappe fondamentali.

Dai primi mesi in cui la donna pian piano realizza e interiorizza l’evento si passa ad una fase di identificazione narcisistica con il feto, vivendo uno stato fusionale con esso.

Con la comparsa dei primi movimenti e la percezione del peso e del corpo del bambino una madre pian piano passa ad una fase di riconoscimento dell’altro come altro da sé e contemporaneamente vede nascere nella sua mente la rappresentazione del suo bambino.

Quando l’attesa si interrompe troppo presto anche questo processo naturale viene troncato. La mamma non ha avuto tempo di passare dalla fase fusionale a quella del riconoscimento del bambino e dello sviluppo della “preoccupazione materna primaria”, cioè quella sensibilità che permette alla mamma di essere ricettiva a pronta ad ascoltare e comprendere i segnali del suo bambino appena nato.

Le “mamme prematurevanno accompagnate per mano per uscire da questa loro fase così delicata; spesso sono lasciate sole, lontano dal loro bambino a gestire e elaborare da sole dolore e incompletezza.

Alessia Motta, Raffaella Doni

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