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Una mamma che lavora in casa… sta lavorando

Care Amiche,
lo so… leggendo il titolo avrete pensato, parafrasando De Gregori, “Luisa Maria è impazzita… oppure ha bevuto”.

Perchè il titolo appare una ovvietà.

E invece l’argomento di oggi si concentra proprio su quello che, lavorando in casa, scoprirete che ovvio non è: il riconoscimento del ruolo.

Uno dei maggiori motivi di fatica, e talvolta anche di frustrazione, per una mamma che lavora in casa con i figli è quello di non essere riconosciuta come lavoratrice.

La mancanza di un percorso fisico, che quasi suggelli la distinzione dei ruoli, fa sì che agli occhi degli altri tu sia una donna che ha molto tempo libero, e che in modo non continuo si dedichi ad attività che in qualche modo ricordano il lavoro.

All’inizio del mio percorso imprenditoriale avevo completamente sottovalutato questo aspetto.

Sorridevo quando le amiche che lavorano in ufficio mi definivano sfaticata, non mi turbavo se mia madre mi chiedeva di fare delle piccole commissioni per lei, o se qualche genitore i cui figli vanno a scuola con i miei mi chiedeva di tenerli dopo la scuola (… tanto tu sei a casa).

In fondo non mi interessava entrare nei dettagli dei miei impegni.

Col tempo però talune piccole abitudini hanno iniziato a sedimentarsi e con la crescita del mio lavoro, mi sono ritrovata sommersa di compiti da svolgere:
Mamma, imprenditrice, amica factotum, figlia presente con i genitori, casalinga.

Naturalmente i figli, la famiglia e il lavoro avevano, nella mia mente, una chiara priorità, per cui sapevo perfettamente dove intervenire e cosa “tagliare”.

Ma non è sempre semplice gestire la propria rete di relazioni umane e all’inizio ho incontrato qualche difficoltà, molti malumori e un pochino di ostilità.

Mia mamma, ad esempio, ha inizialmente sofferto molto la mia assenza.
A differenza di quando andavo in ufficio a 30 km di distanza, questa volta ero a due passi da lei.

Stesso discorso valeva per il mio compagno di vita, che tornando dal lavoro spesso notava il disordine e esordiva con un “ma sei stata tutto il giorno in casa….” e finiva con un “ ma come devi lavorare?
Non usciamo?”

Tutto ciò si trasformava in un senso di frustrazione costante ed un continuo senso di inadeguatezza.

Per questo motivo, il mio suggerimento è molto chiaro.
Sin dal primo giorno della vostra nuova avventura, sin da quando il sogno diventa un progetto imprenditoriale e di vita, cercate di comunicare in modo chiaro e univoco a chi vi sta intorno che avete bisogno del vostro tempo e dei vostri spazi.

Dividetevi i compiti domestici con le persone con cui vivete (anche i vostri stessi figli), non strafate.

Valutate bene il tempo che vi serve per lavorare, quello che vi serve per accudire i figli e quello per riposarvi e solo in base a questo prendete ulteriori impegni.

Non promettete di fare qualcosa sapendo che in qualche modo ciò comporterà un disagio a voi o ai vostri bimbi, o che vi costringerà a fare tutto di corsa , di cattivo umore e malvolentieri.

Siate sinceri con chi vi sta attorno, chiedendo in modo diretto la loro comprensione e il loro appoggio nel vostro progetto lavorativo.

Fate loro presente che è molto complesso lavorare e accudire i figli contemporaneamente, e che inevitabilmente anche per fare attività semplici avete bisogno di maggior tempo.

In ultimo, ricordatevi che per una passeggiata al mercato con la propria mamma c’è sempre tempo.

Luisa Maria Orsi

Commenti (6)

    • Patry

    • 10 anni fa

    Capisco le tue difficoltà, ma non sai quanto vorrei poter lavorare da casa, anzichè portare mio figlio al nido e non poterlo vedere fino alla sera! Sarei disposta a lavorare anche di notte!
    Ti ammiro per essere riuscita a realizzarti sia nel lavoro che come mamma.

    • luisa.maria.orsi

    • 10 anni fa

    Patry,
    ho in mente un articolo proprio sul “salto dal treno2
    ossia la scelta di diventare imprenditori..
    ho chiesto aiuto ad un esperto del campo e appena sarà pronto spero sia utile per molte mamme

    • Cee

    • 10 anni fa

    Grazie per i consigli! Io ho deciso di provare la carriera freelance andando a cercare all’estero, visto che da noi il lavoro da casa è snobbato, ma sono curiosa di leggere l’articolo che hai citato nel commento.

    • Mary

    • 10 anni fa

    Conosco le frustrazioni delle quali mi parli, le conosco benissimo…Mio marito, da uomo colto ed “aperto” mentalmente mi aspettavo un tantinello di aiuto in più, ma sembra quasi che quel bonifico che mi arriva sul conto, quale riconoscimento del mio lavoro, non sia nulla.
    Un tantinello stufa della situazione (e ripensando al mal di fegato di ieri sera, di ritorno da un appuntamento con un bellissimo contratto in tasca ed una altrettanto bellissima provvigione) mi sono dovuta sentir dire che LUI aveva un lavoro da finire…..il mio lavoro l’ho finito alle 24, cioè quando cucina, bucato e bambino erano ok….
    Stamattina dicevo, stufa di tutto ciò, ho chiesto alla mia direzione di poter utilizzare l’ufficio a tempo pieno, noostante questo sia lontano da casa, nonostante “lavorare da casa” mi permetta di far andare la lavatrice e i fagioli sul fuoco…… Perchè solo così il mio compagno di vita FORSE potrà rendersi conto di quanta fatica e quanta frustrazione ci sia dietro al mio lavoro e FORSE, vedendo la casa un tantinello meno “perfetta!” si deciderà a collaborare…. Il mercato con la mamma? Si forse al sabato, quando marito e figlio si accudiscono a vicenda e quando il mio senso di colpa per la casa in disordinine lascerà il posto ad una bella alzata di spalle…
    Vado a registrare i contratti di stamattina….mio marito questa sera vorrebbe mangiare qualcosa di “decente”….chissà in quale ristorante andrà…. 😉

    • Patry

    • 10 anni fa

    Non vedo l’ora di leggerlo…per me sarebbe un sogno!!
    Per Cee…Sei riuscita nelle tua impresa?
    Grazie a tutte!! Sono in un momento un po’ difficile, ho una battaglia interiore tra lasciare un lavoro che non mi permette di stare con mio figlio o tenerlo perchè cmq è un posto fisso…bla bla bla…Imparare dal vostro esempio sarebbe per me l’avverarsi di un sogno…

    • Cee

    • 10 anni fa

    @Patry sto facendo! Ho in mano 2 opportunità serie e una in embrione, mentre devo ancora iniziare a scandagliare ditte estere. Io anche ho il posto fisso, ma l’unico motivo per cui varrebbe la pena tenerlo è lo stipendio. Whatever, sono fiduciosa.

    L’ho già detto una volta, quello che mi spiace è il non conoscere altre mamme con cui confrontarmi. 🙁

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