Mamme cattivissime?

Eccolo:
il nuovo libro “choc”,
l’ennesima provocazione,
il libro che non mancherà di far discutere,
… ecc., ecc.

Il solito autore in cerca di pubblicità che usa il più trito degli stratagemmi per far parlare del proprio lavoro: che se ne parli anche malissimo… purché se ne parli!…e si venda qualche copia!

E allora voilà la filosofa Elisabeth Badinter (oh mi Signur! povera filosofia…) che spara a zero contro il modello fisiologico della relazione mamma-bambino, contro le sane abitudini plurimillenarie, contro i bambini, contro tutti i dati della ricerca scientifica, contro il buon senso, contro…

E tuttti a cascarci, nel trappolone. È ovvio che le tesi della signora sono indecenti e cialtronesche, ma forse è proprio quello che lei stava cercando: lo scandalo, l’oltraggio, la reazione indignata, in poche parole “la pubblicità” al libercolo.

Non è certo il primo libro su questa lunghezza d’onda, e non sarà l’ultimo. Forse è davvero troppo facile provocare in questo modo… E giù tutte le riviste femminili a segnalarlo, a commentarlo, a pubblicizzarlo.

Chi scrive non intende certo fare una recensione di questo libro; questo comporterebbe l’acquisto di una copia, proprio l’esatto contrario di quello che noi auspichiamo. Ci è più che sufficiente ciò che è riportato da chi lo ha letto. Farne una recensione poi significherebbe riconoscergli una qualche dignità, un qualche merito, un qualche spessore.

Che bello invece se l’uscita di titoli come questo fosse accolta dall’indifferenza generale, dal silenzio stampa, dall’assenza di recensioni, un po’ come quando passa per la strada un ubriaco che farnetica: può essere un po’ imbarazzante ma si fa finta di non vedere, si alzano gli occhi al cielo, lo si scansa.

In fondo vale sempre il detto “Non metterti a discutere con un idiota. La gente potrebbe non accorgersi della differenza”.

Anita Molino


Potrebbero interessarti anche