Parto naturale: come alleviare il dolore

Il parto è attesa, gioia, emozione, curiosità… La prospettiva del dolore che, come tutti ben sanno, lo accompagna può preoccupare la futura mamma al punto da prendere in considerazione anche metodi farmacologici in grado di annullarlo.

Il parto è un evento naturale e fisiologico e quindi tutti gli interventi di medicalizzazione possono andare a intralciare o addirittura bloccare i delicati meccanismi che portano alla nascita del bambino.

Ci sono alcuni casi in cui l’aiuto farmacologico può essere davvero determinante, ma nella maggior parte dei casi è più vantaggioso lasciar fare a madre natura. Esistono però dei metodi totalmente naturali, non farmacologici e privi di rischi, che possono aiutare la futura mamma a gestire al meglio la sensazione dolorosa nel pieno rispetto della naturalità della nascita.

IL CALORE:
Il calore dilata i vasi sanguigni e favorisce il rilassamento, permettendo ai muscoli di sciogliersi e rilasciare le tensioni, promuovendo un senso di benessere e diminuendo la percezione del dolore.

E’ indicato per l’iniziale travaglio e per quei travagli con un moderato livello di percezione dolorosa.

Alcune strategie per sfruttare i benefici del calore sono:

– avvolgere una bottiglia piena di acqua calda in un asciugamano e poi applicarla sulle zone dove se ne sente maggior beneficio, eventualmente eseguendo un massaggio;

– avvolgere la borsa dell’acqua calda in un asciugamano e applicarla sulle zone dove viene maggiormente percepito il dolore;

– scaldare del sale grosso da cucina in padella e avvolgerlo in un asciugamano, poi applicarlo sulla cute;

– scaldare un asciugamano, precedentemente inumidito, nel forno a microonde, poi avvolgerlo in un altro asciugamano e usarlo per fare un impacco;

– applicare delle compresse imbevute di acqua calda;

– farsi massaggiare dal getto caldo della doccia.

Gli impacchi vanno applicati dove se ne percepisce maggior beneficio, cioè nella zona in cui viene maggiormente avvertito il dolore, di solito sulla schiena, in area lombo-sacrale, sulle spalle o in area pubica, facendo attenzione che la fonte di calore non sia a diretto contatto con la pelle per non bruciarla.

Si possono utilizzare le compresse o l’asciugamano scaldato, ma anche la bottiglia piena di acqua calda, per eseguire dei massaggi o delle pressioni, in modo da sommare i benefici dell’applicazione di uno stimolo tattile a quella di uno stimolo termico.

Può essere di aiuto applicare gli impacchi caldi al perineo in periodo espulsivo, per facilitarne la distensione e l’elasticità, riducendone il dolore dovuto allo stiramento.

Per quanto riguarda l’uso della doccia calda o tiepida, procurandosi uno sgabello di plastica da sistemare sotto la doccia e assumendo sullo sgabello la posizione accovacciata, si può dirigere il getto d’acqua, non bollente, sulla schiena, in zona lombo-sacrale, sui fianchi o direttamente sulla pancia, unendo i benefici dell’acqua calda a quelli del massaggio del getto sulla pelle.

IL FREDDO:
il freddo costringe i vasi sanguigni e rallenta gli impulsi in entrata al cervello, addormentando la zona su cui viene applicato.

Poiché il freddo penetra molto più profondamente del caldo e poiché i recettori per il freddo sono più numerosi rispetto a quelli per il caldo, la bassa temperatura viene raccomandata soprattutto per il dolore acuto e molto intenso, come quello del travaglio avanzato .

Il freddo, inoltre, rinvigorisce e risveglia i sensi, quindi è adatto anche nel caso in cui ci si senta molto stanche, accaldate o prive di energie.

Gli impacchi freddi andrebbero applicati durante la contrazione sulla cute in corrispondenza della zona in cui viene maggiormente percepito il dolore, esercitando una ferma pressione o eseguendo un massaggio, come per gli impacchi caldi.

Alcune strategie per sfruttare i benefici del freddo sono:

– massaggiare la zona più dolente con una bottiglia tolta dal frigo;

– applicare una busta di minestrone o piselli surgelati su schiena o fianchi;

– rotolare due lattine fredde sulla zona lombare, ai fianchi della colonna vertebrale;
applicare delle compresse imbevute di acqua fredda.

Per rendere l’applicazione dello stimolo termico più efficace, è consigliabile alternare uno stimolo caldo a uno freddo e viceversa, in modo che i recettori nervosi della cute non si adattino ad un’unica sensazione, riducendone il beneficio.

Emanuela Rocca

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