Portare i piccoli: ecco tutti i vantaggi

Che si tratti della classica fascia, di un versatile mei-tai o di altri strumenti disponibili sul mercato, la pratica del portare viene scelta da molte mamme, apportando diversi vantaggi ai loro bebè e spesso semplificando la gestione della loro quotidianità. Scoprite questa tecnica!

Quando vi capita di incrociare un genitore che porta suo figlio all’interno di una fascia porta-bebè, siete intrigati dalla pratica del portare ma esitate ad adottarla? Forse vi state domandando cosa comporti concretamente.

Immaginate questa situazione. Sono le 5 del pomeriggio. Il vostro bambino è affaticato da tutti gli stimoli ricevuti durante la giornata e sfoga questo eccesso di stanchezza piangendo. Vi sembra inconsolabile.

A ciò si aggiunge il ritorno di vostro figlio maggiore da scuola o dall’asilo, la cena da preparare, il pranzo per il giorno dopo, il bagnetto e tutto il resto: probabilmente tutta la famiglia è già sfinita ancor prima di esser pronta per andare a letto!

Portandolo,  il vostro bambino potrebbe tranquillizzarsi. La pratica del portare, infatti, contribuisce a calmare il pianto del bebè, il quale ritrova il calore, i battiti del cuore e gli odori a lui familiari. Tutto ciò lo tranquillizza e lo calma.

Da un lato, quindi, il vostro bambino piangerà meno e voi vi sentirete molto meno stressate…e tutto ciò avendo le mani libere! Potrete perciò cucinare, aiutare vostro figlio maggiore a fare i compiti, leggere un bel libro tenendolo con entrambe le mani, ecc.

Essendo più calmo, il bambino dormirà più tranquillamente non solo di notte ma anche di giorno, in quanto potrà lasciarsi andare al sonno secondo le sue esigenze.

Portando il bambino durante i vari momenti della giornata potrete rispondere alle sue necessità in modo rapido ed efficace.

Ad esempio, impiegherete poco tempo ad interpretarne il linguaggio non verbale, le smorfie, il modo di muoversi per esprimere il bisogno di essere nutrito o cambiato. Ciò non potrà che aumentare la sua fiducia nei vostri confronti, in quanto saprà di poter contare su di voi in caso di bisogno.

Lo stesso discorso vale per i suoi bisogni affettivi. I bambini, infatti, hanno necessità di essere cullati e coccolati. Venendo portati, ritrovano il contatto umano di cui hanno tanto bisogno e si sentono protetti.

Vostro figlio soffre di coliche? Queste crisi di pianto sono provocate dalle tensioni accumulate durante la giornata. Quando arriva la sera, il bambino deve esternare questo eccesso di tensione e ha bisogno di piangere.

Il portare può contribuire a calmare i bebè che soffrono di coliche. L’odore, i battiti del cuore e il calore trasmesso dalla persona che porta lo rassicureranno. In questo modo il pianto del bambino verrà espresso con maggiore calma invece che sotto forma di crisi. E di conseguenza anche voi sarete più calme!

Quando ha le colichette e piange, il bambino inghiotte molta aria e ciò rischia di provocargli del gas. Questo gas può a sua volta causare dolori che saranno fonte di stress per il bebè. Può così venirsi a creare un circolo vizioso, perché più il bambino ha male, più piange, e più il bambino piange, più inghiotte aria, producendo ancora più gas.

E il ciclo si ripete! Ma ecco il momento in cui uscite con la fascia per calmare vostro figlio. In particolare, portando il bebè pelle a pelle con il volto rivolto verso il vostro si permette il passaggio del vostro calore al ventre del bambino, contribuendo così ad alleviarne i crampi addominali.

Inoltre, quando il bimbo sente male ha bisogno di stare molto vicino ai suoi genitori per diminuire lo stato di tensione e, di conseguenza, placare i suoi dolori.

Oltre a sentirsi rassicurato e a calmarsi stando contro di voi, grazie ai movimenti del vostro corpo e al vostro ondeggiare, il bambino ritroverà i movimenti che sentiva quando era ancora dentro il ventre materno. Questi movimenti contribuiscono anche a massaggiargli il ventre.

C’è un’altra posizione in grado di alleviare il dolore del vostro bambino in caso di gas: il buddha. Per assumerla dovete mettere il bambino con la schiena contro la vostra pancia, tenendogli le gambine piegate. In questo modo il gas passerà più velocemente e il bimbo proverà sollievo.

La pratica del portare, infine, è particolarmente utile durante le passeggiate. Al parco vi sentirete più libere: potrete guardare nella stessa direzione del vostro bambino e dirgli il nome degli elementi naturali che vede.

Mentre con un passeggino la mobilità risulterebbe limitata, portando vostro figlio potrete invece camminare nel bosco, sulla neve, in montagna o sulla spiaggia. Anche quando sarà un po’ più grande e sarà in grado di camminare da solo, il vostro bambino potrà comunque beneficiare di qualche minuto di riposo sulle vostre spalle prima di proseguire con la passeggiata.

Come potrete notare grazie a questi pochi esempi, il portare, anche se non è magico, è uno strumento meraviglioso per imparare a vivere quotidianamente con il vostro bambino. Questa pratica potrà accompagnarvi lungo tutti i primi anni della sua vita.

Traduzione del francese di Laura Tenorini
tratto da www.mamanpourlavie.com

Per approfondire l’argomento leggete Portare i piccoli di Esther Weber

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