Riflessione di Natale

Non discende rombando come un tuono. Compare neonato in una stalla.

Figlio di donna, passato attraverso la sua carne, nutrito dal latte dolce della sua mammella.

E’ Ieshu, il falegname, dalle mani forti, dalla schiena salda.

Lui è un pastore, non di pecore ma di gregge umano.

Non vesti regali ma tunica di lino, non corona in testa se non fatta di rovi.

Non detta proclami, non giunge rombando come un tuono.

Lui ha il linguaggio delicato dell’amante. La sua voce un sussurro che bisbiglia piano.

Così lieve il suo tocco da essere scambiato per fremito di vento. Di infinita dolcezza il suo sorriso.

Con lui ha svoltato il mondo e ancora svolta.

Elena Balsamo

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