La cucina a misura di bambino

Continuiamo a parlare degli aspetti generali del rapporto tra i bambini e l’arte di cucinare. Dopo aver parlato di sicurezza, la nostra seconda preoccupazione dev’essere quella di rendere la cucina un luogo accessibile ed a misura di bambino affinché il piccolo si senta parte della famiglia anche come aiutante e collaboratore.

Dobbiamo fare in modo che il bambino non sia solo spettatore di quanto accade tra le pareti della cucina, ma vi entri come soggetto attivo, e che consideri il fatto di cucinare un affare di famiglia, nel quale tutti, chi più chi meno a seconda delle proprie abilità fisiche, hanno un ruolo attivo.

Mi rendo conto di quanto possa essere difficile per molti immaginarlo: siamo piuttosto tradizionalisti, e la cucina è ancora spesso appannaggio femminile. Gli uomini se ne occupano più raramente, ma in questa rubrica non vengono accolte differenze di genere, e tutte le attività proposte sono rivolte indistintamente a bambini e bambine, così da contribuire a instillare nei nostri figli la naturale consapevolezza che sono davvero poche le attività da considerarsi da maschio piuttosto che da femmina – e il cucinare non rientra senz’altro tra queste.

Se vogliamo che il bambino partecipi e si affianchi a noi dovremo prima di tutto rendergli facilmente accessibile il piano di lavoro o il tavolo, procurandoci o costruendo noi stessi con l’aiuto di un nonno o di un papà volenterosi una piccola pedana o un gradino che lo portino alla giusta altezza, garantendogli la corretta visuale e la possibilità di muovere con facilità le braccia.

Potremmo usare una sedia certo, ma in questo caso il rischio delle cadute non renderebbe gli esperimenti del bambino molto sicuri, e noi non potremmo stare tranquilli. Dopodiché dovremo ripensare alla destinazione d’uso di cassetti e ripiani, dedicandone uno agli oggetti che permetteremo al bambino di utilizzare, in modo tale che se ne possa servire senza il nostro intervento ed essere quindi autonomo.

Perciò piattini, bicchieri, posate, contenitori adatti a lui. In commercio esistono molti set di plastica per la merenda o per la pappa, molti di noi li possiedono senz’altro, anche se sono dell’idea tutta montessoriana che sarebbe meglio fornire ai bambini utensili veri, di vetro non infrangibile, uguali a quelli usati da noi adulti ma solo un po’ più piccoli, adatti ad essere afferrati e maneggiati dalle loro piccole manine.

Il bambino, proprio grazie agli inevitabili errori in cui inizialmente incorrerà, imparerà a correggersi da solo. Se gli permettiamo di sbagliare, imparerà.

Nella parte più bassa del frigorifero e della dispensa potremo disporre alcuni ingredienti semplici con cui il bambino possa da solo prepararsi una piccola merenda. Banane ad esempio, mandarini, che i bambini, dimostrando grande pazienza e concentrazione, possono essere in grado fin da piccoli di sbucciare da soli, ma anche crackers in sacchetti chiusi con mollette facili da aprire e chiudere (quelle del bucato andranno benissimo), minigallette, marmellata da spalmare.

Tenete sempre pronti vasi facili da aprire e chiudere con un mix di frutta secca e disidratata, o bastoncini di verdure da sgranocchiare. Le prime volte mostrerete loro come fare, dopodiché i bambini faranno da soli ed impareranno piuttosto in fretta, se avremo la pazienza necessaria.

Anche preparare la tavola è un’attività semplice nella quale possiamo coinvolgere i nostri figli, che amano sentirsi utili e non aspettano altro che dimostrare le loro capacità. Se dimostreremo loro fiducia, ed assegneremo loro piccoli compiti e responsabilità, essi ne saranno immensamente felici.

Per un piccolino il fatto di vedersi affidare un compito equivale ad un riconoscimento implicito della sua capacità di portarlo a termine. Si tratta di piccoli accorgimenti che possono però avviare il bambino verso la costruzione della sua autonomia e della sua autostima, grazie ai quali si sentirà parte della famiglia e avvertirà la sensazione di occupare una posizione simile alla nostra.

Se li coinvolgeremo quando sono ancora piccini, avremo qualche possibilità in più che ci aiutino anche da grandi, quando ci farebbe molto piacere avere un po’ di collaborazione da parte loro.

Michela Boscaro

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