Il bambino curioso e i suoi perché

I tempi in cui vostro figlio, per conoscere ciò che lo circondava, si metteva tutto in bocca sono ormai passati. Da quando inizia a parlare, il vostro bambino scopre il mondo attraverso le sue domande e le vostre conversazioni.

Comincia allora una lunghissima serie di domande, per cui…armatevi di pazienza!

Perché devo andare in bagno?”, “Perché bisogna lavarsi?”, “Perché…?”, “Perché…?”

Queste domande sono il segno della curiosità di vostro figlio, del suo desiderio di conoscere e capire l’ambiente in cui vive.

La difficoltà, per i genitori, sta nel rispondere con parole semplici a domande le cui risposte non lo sono particolarmente. La maggior parte delle volte è sufficiente ricorrere a termini elementari e a una risposta breve.

Dire la verità a vostro figlio è importante, anche se la risposta è solo parziale. Ne va della vostra credibilità e della fiducia che il bambino avrà in voi.

D’altro canto avete il diritto di dirgli che non conoscete la risposta alla sua domanda, che i genitori non sanno tutto ma che gli risponderete non appena vi sarete informati.

Potete anche chiedergli “E tu, cosa ne pensi?”. Le sue risposte vi daranno un’idea del suo livello di conoscenza, dei suoi timori e delle sue preoccupazioni.

Se il bambino percepisce che può rendervi partecipi delle sue domande, si sentirà valorizzato e capirà che la sua curiosità viene incoraggiata, e ciò è molto importante per il suo apprendimento futuro.

Al contrario, un bambino che viene sempre scoraggiato da risposte del tipo “Sei troppo piccolo o “Mi dài fastidio con le tue domande” non oserà più interpellarvi, abitudine che rischia di mantenere anche nelle fasi successive del suo sviluppo.

Tuttavia nulla vi impedisce di porre uno stop a una lunga serie di domande, ad esempio spiegando al vostro bambino: “Le tue domande sono interessanti ma ne hai già fatte molte. Risponderò alle altre domande più tardi”…

Traduzione dal francese di Laura Tenorini

tratto da www.babyfrance.com


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