Ecologia in cucina: il futuro nel piatto

Il futuro dell’ambiente (e quindi della nostra salute) passa irrevocabilmente per le nostre cucine, per la nostra spesa e per i menù delle mense che frequentano i nostri figli. E noi, che ci occupiamo quotidianamente della preparazione dei pasti in famiglia, non possiamo sottovalutare l’impatto del piatto :).

Il cibo è una cosa intima, per certi versi attraverso il cibo passano debolezze, sensazioni, appagamento. Il cibo è veicolo di sensualità e di passione (non a caso alle prime uscite in coppia… si va fuori a cena), ed è difficile cambiare le proprie abitudini perché come mangiamo è una sorta di eredità, ed è una componente della nostra esistenza intrisa di passato e di futuro, è un flusso che vede trascorrere la nostra vita da quando siamo nutriti amorevolmente dalle nostre madri a quando diventiamo attivi nell’azione di alimentarci o di preparare i pasti ai nostri figli o, ancora, di diventare noistess(e) nutrimento per loro, quando li allattiamo.

Per questo è difficile modificare il proprio modo di mangiare, perché esso è strettamente legato all’eredità culturale, ai ricordi, e perché il cibo attraversa i gusti, le emozioni, l’anima della nostra famiglia.

Tuttavia l’impatto ambientale del cibo è davvero devastante:come non tenerne conto? Abbiamo poco da insegnare ai nostri bambini a chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti, se poi infiliamo una bistecca nei loropiatti ogni due per tre perché ‘fa sangue’ [è un’espressione di mio padre e la usa tuttora quando vede che noi, a casa, ne mangiamo così poca].

Per ottenere una bistecca di un etto si consumano 3 metricubi di acqua, 3 mila litri. E in Italia ne consumiamo 80 chili pro capite l’anno, manco dovesse arrivare una carestia! E al tempo stesso, grande assurdo della modernità, abbiamo il problema del sovrappeso e dell’obesità.

Da che parte cominciamo per non inquinare mangiando? Un po’ di consapevolezza non guasta ;).

Primo: occhio agli sprechi. Un terzo del cibo va sprecato … un insulto alla miseria, al buon senso, alla vita.

C’è chi ha imparato a servirsi persino dei resti di cibo per cucinare piatti appetitosi e intriganti, usando anche la lavastoviglie per cuocere. Date uno sguardo a ecocucina.org,e rimarrete stupiti.

Un altro approccio ecologico al cibo è quello della cucina biologica e naturale , fatto di pochi ingredienti semplici, di una riscoperta dei cereali in chicchi abbinati ai legumi, molti ortaggi di stagione acquistati ad un passo da casa, meglio se dal contadino.

Riflettiamoci un attimo: abbiamo davvero bisogno delle prugne californiane o della carne argentina? O dell’omogeneizzato di frutta? Quando facciamo la spesa proviamo ad evitare tutto quello che arriva da troppo lontano, privilegiando i prodotti a filiera corta, con un packaging poco aggressivo, non voluminoso e riciclabile.

Io ho notato che senza determinate cose sto bene ugualmente ;).

Qualche altra idea?

Credo che la lettura delle etichette ci possa aiutare moltissimo per definire i nostri menù casalinghi, a partire dallo svezzamento dei nostri bambini e senza utilizzare alimenti pensati solo per lo svezzamento, che costano molto e non valgono più di quelli bio, magari sminuzzati un po’.

Avete mai provato a fare liste ben definite e a rispettarle? Perché non provare a cambiare i “fornitori ufficiali” di famiglia? Fare un giro in qualche cascina che produce ortaggi bio, iniziare a consumare cereali in chicchi abbinati a legumi e diminuire le proteine animali può essere un primo passo. E poi dedicare del tempo a queste cose significa anche passarne un po’ di più in famiglia.. cosa molto diversa dalla spesa al supermercato.

Se ci troviamo indecisi tra un piatto di pasta e fagioli,una frittata al formaggio e uno spezzatino di manzo, optiamo per i cibo che a parità di valore nutrizionale (per noi e per i nostri bambini) impatta meno sull’ambiente. Indovinate qual è…

Ci accorgeremo che costa anche molto meno, anche se gli ingredienti sono tutti bio e che prepararlo non è complicato, anzi!

Serve davvero comprare cibi surgelati o precotti? Si certo la fretta, il lavoro, le corse quotidiane…ma a pensarci bene un barattolo di ceci biologici cotti costa 0,90eur. Il segreto è scendere di gamma e surgelare in casa cibo cucinato in quantità generose.

Preparare la cena coniugando voglie, ispirazioni e impatto ambientale delle nostre pietanze è possibile. Farlo scambiandosi consigli, idee e ricette è bellissimo :).

Elisa Artuso

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