Pulizie ecologiche

Il tema della pulizia, al pari del cibo , entra in un territorio intimo: le nostre case rispecchiano il nostro stile di vita, il nostro modo di essere, le nostre passioni e i piccoli piaceri che ci concediamo.

Avere dei bambini piccoli mette alla prova qualsiasi resistenza allo stress in fattodi pulizia (e non solo!), di cura e ordine della nostra abitazione.

È cosa risaputa che appena un neonato ha fatto il bagno ed è stato cambiato fa un rigurgito sulla tutina, che nella fase dello svezzamento i bambini raccolgono le briciole cadute durante il pasto gattonando sotto al tavolo, che appena fai una cosa, qualcuno la disfa e che il disordine potrebbe regnare sovrano. A casa mia funziona così, e sono sicura di non essere l’unica!

Ma ci si deve intendere sul significato del termine pulito… e anche di sporco!

La pubblicità e il packaging dei prodotti per la pulizia della casa ci spingono ad associare il pulito a ciò che è bianco, profumato, lucido. A volte alla pulizia viene associata anche la forza: il detersivo è maschio (pensiamo al classico Mastro Lindo) e aiuta con la sua forza sgrassante chi deve pulire. Le campagne di comunicazione delle aziende di detergenti utilizzano anche stereotipi molto potenti, talvolta dal sapore un po’ retrò, ma continuano a rinforzare il concetto di pulizia perfetta in una casa massimamente ordinata.

Una casa linda e profumata, in cui siano stati utilizzati detersivi di derivazione petrolchimica ha sicuramente un ottimo aspetto, ma apporta conseguenze negative sulla nostra salute e sull’ambiente.

Moltissimi dei detergenti che utilizziamo ci vengono proposti come indispensabili e insostituibili, a volte miracolosi. Per indurre il consumatore all’acquisto viene fatto credere che ogni singola superficie necessiti di un prodotto particolare, più adatto ed efficace, aumentando il conto alla cassa e contribuendo alla diffusione di prodotti dannosi per l’ambiente e per la pelle.

L’aggressività dei detersivi e di molti cosmetici, per quanto possa essere accompagnata da una buona efficacia, è spesso responsabile dell’inquinamento cosiddetto indoor: i detergenti tradizionali infatti rilasciano agenti inquinanti non solo nel suolo e nell’acqua, ma anche nell’aria che respiriamo all’interno della nostra casa e che vanno quotidianamente a contatto anche con la nostra pelle e con la nostra bocca.

Lo stesso avviene negli asili, nelle scuole, negli ospedali e in tutti i luoghi pubblici che frequentiamo.

Eppure la fobia per germi e batteri cresce e con essa bisogno di igienizzare,disinfettare, sterilizzare. Le conseguenze sono negative anche per i batteri buoni, i microrganismi deputati al mantenimento della salute, quelli che proteggono ad esempio il sistema immunitario.

In Italia il consumo annuo di prodotti per le pulizie domestiche è di 25 chili procapite, metà dei quali solo per il bucato! Ma siamo davvero tutti così sporchi?

Pulire troppo con questi prodotti ci indebolisce: sono in aumento dermatiti, allergie, asma, in particolare nei bambini. Ad esserne responsabili sono i profumi e i conservanti di sintesi contenuti nei detergenti, nei saponi e nei cosmetici.

Quindi il prossimo sabato, dopo che avrete pulito per bene la vostra casa, in ogni singolo angolo, cambiato le lenzuola e attivato la lavatrice, fatevi questa domanda: abbiamo pulito o sporcato?

Elisa Artuso

Potrebbe interessarti anche