Allattare il bambino: libere di scegliere

Donne, riprendiamoci la poppata. Che allattiate al seno o che non allattiate, sono fatti vostri. È ora di finirla con le intromissioni, i consigli non richiesti e le critiche. Ogni donna è madre a modo suo. E ogni mamma fa il meglio che può e sa per il suo bambino.

RIPRENDIAMOCI LA POPPATA!

Appello per tutte le donne! Riprendiamoci la poppata. Riappropriamoci di questa funzione fisiologica e non permettiamo più a quanti ci circondano di metterci il naso.
Davvero, non se ne può più.
Non c’è aspetto della maternità tanto commentato/giudicato/analizzato come l’allattamento. Quando si tratta di poppate, tutti si sentono autorizzati a dire la loro. Come nasca l’idea di potersi prendere questa libertà non si sa, ma oggi va così.

Nei primi mesi di vita del bebè.
Sei sicura di avere latte?”

E se tu sei sicura che il latte ce l’hai, allora ci giochiamo la carta che non sia abbastanza, o che non sia buono/nutriente/proteico e chi sa cos’altro.

allattare bambino con vecchiaC’è sempre qualcuno che mette in dubbio che la madre abbia il latte che deve avere. Osservano il bimbo cercando i segnali di possibile insoddisfazione e, ovviamente, li interpretano a modo loro. “Piange, ha ancora fame”. “Vuole sempre poppare, il tuo latte non è nutriente”. “Cresce poco, non hai latte”. “Cresce tanto, il tuo latte è troppo grasso”.

E dopo i primi mesi: “Adesso è acqua”. “Lo allatti ancora? Ma è un vizio/non serve a niente/non ha sostanza/gli fa male (!)”.

Verrebbe da chiederesi perchè tanto interesse per una normale funzione fisiologica come l’allattamento. E perchè tanto accanimento. È tanto difficile riconoscere la grandezza del corpo della donna? Un corpo che accoglie in sé la vita, la protegge e la fa crescere fino al momento di darla alla luce. E che, dopo la nascita, continua a provvedere alla creatura che è venuta al mondo, nutrendola di latte prezioso.

È un corpo potente certo. Ci sarebbe da parlarne bene, delle potenzialità materne. E invece no, sempre a mettere in dubbio. Un atteggiamento che, a lungo andare, può minare la sicurezza in se stessa della neomamma. E che, in ogni caso, di certo non le rallegra la giornata.

Nel tascabile Allattare è facile! noi lo diciamo. Scopo di questo volume è proprio quello di ricordare alle donne che il loro latte è ottimo, che il loro bambino è competente (e sa benissimo quando e quanto deve poppare) e che loro sono… mamme molto in gamba! Ma forse dovrebbero leggerlo anche i parenti, gli amici, i vicini di casa della neomamma.

D’altra parte, anche chi non allatta per scelta o perchè, ahimè, avrebbe voluto ma non è riuscita, non se la passa meglio. Dato che di poppate sono tutti maestri, non mancano i commenti anche per chi usa il biberon.
“Avresti potuto tenere duro”. “La mia vicina di casa aveva ragadi più grandi delle tue e ha allattato lo stesso”. “Usi il biberon?? Con il latte materno gli avresti garantito tanti anticorpi!”

Quest’ultima cosa ovviamente è vera, ma c’è bisogno di dirlo a una mamma che non è riuscita ad allattare? Mi pare molto probabile che lo sappia già e sia già dispiaciuta per i fatti suoi…

Insomma donne, riprendiamoci la poppata. Facciamo capire a chi elargisce consigli non graditi che siamo sicure del fatto nostro.
“Allatto sì, grazie. Il mio latte è buonissimo. È grazie al latte materno se la specie umana è sopravvissuta nei secoli. Impressionante eh?”

“Non allatto, no. Motivi personali. Arrivederci”.

E a tutti gli altri – i parenti, gli amici, i vicini di casa, i conoscenti – che di fronte a una mamma che allatta/non allatta sentono il bisogno impellente di dire qualcosa… Be’ che siano parole di incoraggiamento e di stima. Oppure lasciate perdere e concentratevi sul bel faccino del bebè.

E allora sì, sarete d’aiuto alla neomamma.

Giorgia Cozza

Potrebbe interessarti anche