Bambini al mare con la nonna…

In tempi di crisi, con lo spread che continua a salire, anche le classiche vacanze al mare delle famiglie con prole finiscono per subire un notevole ridimensionamento.

Se nel fine settimana i genitori, in pausa momentanea dai rispettivi impieghi, possono finalmente correre in spiaggia a costruire castelli di sabbia con i loro bimbi, cosa succede durante la settimana?

Solitamente i pargoli vengono affidati alle tate o alle nonne; quest ultime, tipologicamente, si dividono in due categorie: quelle nate dopo il 1946 (“nonne giovani”) e quelle nate prima del 1946 (“nonne anziane”).

Le prime concludono il loro primo lunedì da “nonne giovani in vacanza col nipotino” devastate, appese al telefono a implorare la figlia – o la nuora – affiché torni presto a liberarle di tale incombenza.

Presumibilmente il bimbo avrà passato la giornata pretendendo l’accappatoio dei Gormiti, il ghiacciolo verde fosforescente, il “coccobello” in vendita sulla spiaggia, il tutto senza che la “nonna moderna”, col suo stile di vita placido e compassato, abbia avuto modo di sopirne le smanie.

Nel caso di una nonna nata prima del 1946, quella che ha fatto la guerra e non perde mai occasione di ricordarlo, sarà invece il bimbo a telefonare disperato alla mamma, supplicandola di tornare presto a liberarlo.

Il poveretto sarà stato sicuramente costretto a stare immobile sotto l’ombrellone, con crema protezione 50 spalmata sull’intera superficie corporea, senza ghiacciolo né cocco (pena l’impossibilità di fare il bagno per 4 ore), tenuto al guinzaglio dalla ferrea disciplina di una nonna “vecchio stile”!

Un ritratto di certo caricaturale, considerato l’autore dell’articolo della Stampa, tuttavia vi invito – se vi apprestate ad andare in spiaggia – a darvi  un’occhiata in giro… Fuochino, eh?

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