Denti e fumo

La lotta al tabagismo è uno tra gli obiettivi più importanti al fine di promuovere comportamenti e stili di vita corretti per il mantenimento di un buono stato di salute generale.
Il fumo delle madri durante la gravidanza è causa di molteplici patologie, con gravi conseguenze per lo sviluppo neurocomportamentale del lattante.

L’abitudine al fumo dei ragazzi dipende fortemente dall’esempio fornito dai genitori. Inoltre, più del 50% dei bambini è correntemente esposto al fumo passivo nelle mura domestiche!

Infatti i bambini esposti al fumo di membri della famiglia presentano un aumentato numero di infezioni del tratto respiratorio e una aumentata incidenza di asma.
Il periodo della vita nel quale la donna decide di avere un figlio e poi lo aspetta può costituire un terreno particolarmente fertile rispetto all’intervento di disassuefazione e pertanto deve essere oggetto di particolare attenzione.

Il fumo di sigaretta è la principale causa di basso peso alla nascita nei Paesi sviluppati. Il basso peso alla nascita è a sua volta causa di aumentata morbosità e mortalità dei neonati. Il fumo in gravidanza è anche associato ad un aumentato rischio di parto prematuro, sindrome di distress respiratorio e morte improvvisa del neonato.

È fondamentale pertanto realizzare con tutte le donne gravide fumatrici interventi per promuovere la cessazione del fumo.
Oltre ai ben noti effetti del fumo di sigaretta a livello sistemico, diversi studi scientifici confermano che il fumo è il primo fattore di rischio ambientale per malattia parodontale.

Infatti maggiore probabilità di sviluppare malattia parodontale, recessioni gengivali, riassorbimento osseo sono stati osservati in soggetti fumatori rispetto ai non fumatori; l’entità di distruzione dei tessuti del cavo orale risulta correlata alla durata e alla quantità di tabacco assunto.

Anche la risposta alle comuni terapie parodontali è alterata nei soggetti fumatori, sia per i denti naturali che per gli impianti dentali.

Per fare un esempio concreto: se in un individuo non fumatore in buone condizioni di salute generale per curare una gengivite occorrono 10 giorni, in un individuo fumatore nelle stesse condizioni di salute generale, la probabile ”equazione” di guarigione sarà 10 giorni + X giorni aggiuntivi.
Il fumo, inoltre, è un vasocostrittore, “stringe” le gengive e consente un minor sanguinamento, che ricordiamo è il primo segno di malattia parodontale, nella maggior parte dei casi malattia indolore.

Le gengive di un fumatore, se ammalate, tenderanno quindi a sanguinare di meno rispetto a quelle di un non fumatore, ma non per questo perchè sane: non vedendo sanguinamento allo spazzolamento, il fumatore corre il rischio di trascurare la gengivite.
Ci tengo inoltre a ricordare che il fumo è uno dei principali fattori di rischio di neoplasie del cavo orale: ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 4500 casi di tumori della bocca….

Quindi, mamme e papà, fumo? No grazie! Né per voi, né per vostro figlio!

Valeria Scarafile

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