Orto e giardino in vacanza

Le piante non vanno in vacanza!
..a meno di qualche camperista che si sia attrezzato con una veranda da inventore sfegatato.

Non vanno in vacanza i nostri balconi, non va in vacanza l’orticello sotto casa, non va in vacanza l’orto scolastico. E spero vivamente che tanti dei nostri figli, dal nido alle superiori, abbiano potuto ammirarne uno nei propri Istituti.

Si sa che i bambini sono abitudinari, amano essere rassicurati. E nulla come la Natura li prende per mano nell’avvicendarsi delle stagioni, nello spuntare dei semi, nel seccarsi delle erbacee annuali. Dolcemente. Mentre il tornare dopo una settimana, un mese o più e trovare il deserto dove la mamma e il papà avevano fatto sbocciare una mini-giungla è una grossa delusione.

Stessa considerazione vale per gli spazi verdi comuni, da quello intimo della scuola a quello sbirciato delle aiuole pubbliche o dei parchi.

Vorrei quindi, in questo articolo e nei successivi, riportare alla vostra attenzione qualche piccola idea per tenere in vita le nostre piante quando siamo fuori casa per un po’. E dare qualche piccolo incoraggiamento per accarezzare anche giardini non propriamente nostri.

Partiamo con qualche trucchetto per garantire una riserva d’acqua al nostro balcone.

Le più amanti della tecnologia si saranno già attrezzate con una centralina. Metodi più artigianali ma funzionanti sono:
una bottiglia rovesciata, piena d’acqua, inserita nel terreno (consiglio due bottiglie piccole per ogni vaso da balcone);
un contenitore coperto, contenente acqua, che comunichi con i vasi mediante cordicelle: per capillarità il liquido si trasferisce.

Se le piante sono poche e il resto della famiglia non solleva obiezioni, si può organizzare un piccolo bacino nella vasca da bagno che funga da gigantesco sottovaso. O usare il sistema della cordicella con bacinelle lasciate nella vasca tutt’attorno alle piante.

Vi consiglio però di non sottovalutare i rapporti umani: magari sul vostro stesso piano abita una persona anziana o un amante delle piante trattenuto in città dal lavoro. Potrebbe essere felice di curare il vostro balcone, e magari tornati dalle ferie potreste instaurare un dialogo inaspettato davanti a una merenda offerta in ringraziamento.

Ovviamente spiegate con cura quali operazione desiderate siano compiute: se stavate attendendo pazientemente che un’essenza montasse a seme, ve la potreste ritrovate..spennacchiata!

Per i nostri figli l’attesa della partenza ha sempre un che di magico. E collaborano attivamente, per quanto disastrosamente, ai preparativi, con la gioia che solo i bambini sanno coltivare in maniera tanto straordinaria. L’attenzione ai nostri adorati vegetali sarà loro trasmessa e se ne ricorderanno anche una volta cresciuti.

La delusione di rientrare e trovare una pianta agonizzante è davvero un dolore bruciante, specie se si tratta di semi posti a dimora da loro, magari annaffiati ogni giorno con amore. Doppiamente significativo, allora, coinvolgere qualcuno nella cura dei nostri piccoli tesori: diventa anche un veicolo per l’idea di comunità che troppo spesso ai nostri figli ci riesce difficile trasmettere.

Perché ci manca l’esempio pratico, e non ci accontentiamo di snocciolare loro belle parole.

La prossima volta parleremo di qualche accortezza da usare in orto, per chi ha la fortuna di un pezzettino di Terra da seguire! Buone ferie a chi le sta vivendo, o a chi è in partenza!

Annalisa Malerba

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