Pannolini dei bambini e risparmio

Caro pannolino, ma quanto ci costi? La spesa media per due anni di usa e getta va da 1300 a 1900 euro. E se l’educazione al vasino è rimandata al terzo anno… il capitolo di spesa lievita ulteriormente.
Unico margine di risparmio: optare per i pannolini non griffati (la differenza di prezzo è notevole, fino a 3-4 euro a confezione) approfittare dei pacchi famiglia e, se possibile, rifornirsi in uno spaccio.


D’altronde, mentre tanti accessori che la pubblicità definisce indispensabili sono, in fin dei conti, superflui, agli usa e getta non si può proprio rinunciare. Oppure sì?

In realtà, anche in questo caso – come sempre – non mancano le alternative. A partire da quella economica ed ecologica a un tempo dei pannolini in stoffa.

Ritorno al passato? Proprio no, anzi. La riscoperta dei ‘lavabili’ (proposti sul mercato in versione moderna, pratici e anche graziosi) è alquanto attuale e ha visto in prima linea diverse amministrazioni virtuose che incentivano questa soluzione offrendo ai neogenitori dei bonus in denaro, dei set prova o, ancora, delle agevolazioni sulla tassa dei rifiuti.

Un apprezzabile segnale di attenzione nei riguardi del Pianeta (un usa e getta impiega 500 anni per decomporsi), ma anche una misura necessaria se pensiamo al problema dello smaltimento dei rifiuti: in Italia nascono ogni anno circa 560mila bambini, cui corrispondono più di 3 miliardi e mezzo di pannolini e ben 613mila tonnellate di rifiuti!

Per chi sceglie i lavabili il risparmio è assicurato, dato che una volta sostenuta la spesa iniziale, che si aggira intorno ai 200-400 euro (la spesa varia in base ai modelli scelti e alla consistenza della scorta), il corredo di pannolini si riutilizza per tutto il tempo necessario e con i figli successivi.

L’impresa diventa a costo zero se si ha la fortuna di conoscere qualche famiglia che ha usato i lavabili e ora li cede ad altri bimbi per prolungarne la vita grazie al circolo virtuoso del riuso. O, ancora, se la mamma, magari dopo aver acquistato un set di prova, decide di darsi al fai da te.

C’è, infine, chi i pannolini non li usa del tutto: seguendo i suggerimenti del movimento di matrice americana Diaper free babies ovvero “Bimbi liberi dal pannolino”, mamma e papà si sintonizzano sui segnali del bebé e intuiscono quando deve fare pipì.

Alle nostre orecchie probabilmente suona proprio strano, ma ci sono varie culture nel mondo, in cui si tratta di un’usanza normale (e le mamme di quei Paesi si stupiscono molto quando sentono che i nostri bimbi “se la fanno addosso”).

Come sempre, val la pena rifletterci. Anche solo per decidere che queste alternative non fanno per noi. O per trovare delle soluzioni personalizzate, mixando diverse opzioni: un po’ usa e getta, un po’ lavabili, un po’ sederino all’aria (molto apprezzata quest’ultima dai più piccini, soprattutto nelle giornate afose).

Nessuna strada è a senso unico. Si prova, si valuta, si fa un passo indietro. O al contrario si va avanti.
Insomma, si sperimenta. Essere genitori in fondo è proprio questo no? Cercare le proprie soluzioni.
Le migliori per i nostri bambini e per noi.

Giorgia Cozza

Per approfondimenti Bebè a costo zero

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