Risparmio in casa: i mercatini dell’usato

Nei periodi estivi capita di fare dei grandi repulisti in casa, di aprire gli armadi e dividere quel che serve da quel che non serve più e di fare lo stesso con giochi, giocattoli e attrezzatura di vario genere che abbiamo utilizzato con i nostri bambini che sì, un po’ alla volta crescono e non hanno più bisogno di sonaglini, seggioloni, culle ecc., per non parlare dei vestitini… chi non ha l’ansia da cambio di stagione?


La volta scorsa abbiamo parlato di riciclo, scambio e baratto, sia per le nostre cose che per quelle dei nostri piccoli.
E se volessimo venderle? O se semplicemente cercassimo di risparmiare, senza rinunciare alla qualità?
I mercatini dell’usato non sono più come una volta, non sono cioè dei bazar pieni di cianfrusaglie impolverate. Oggi questo settore è in grande fermento anche se soffre ancora un po’ della percezione negativa che hanno i consumatori, esageratamente sollecitati dal marketing battente della grande distribuzione.

Fortunatamente il mercato dell’usato è in grande crescita, fa quasi tendenza! Ci si trova un po’ di tutto e si risparmia in termini di energia e materie prime, contribuendo a limitare sprechi e rifiuti.
A me è capitato di acquistare dei seggiolini per l’auto, dei giubbotti invernali bellissimi e anche una sedia Stokke in perfette condizioni che tutt’ora usa una delle mie bimbe, ma ho anche venduto qualcosa che non ci serviva più.
La maggior parte dei network dell’usato funzionano come delle agenzie d’affari: il venditore, che deve essere un privato, porta i suoi oggetti usati e firma un “mandato di vendita”, delegando il negozio a fare da tramite; l’oggetto viene esposto e, se venduto, si ha diritto ad un rimborso in contanti che in genere è pari al 50% del prezzo.

Il negozio dopo un periodo determinato (definito nel mandato di vendita) può anche scontare l’oggetto e, dopo un ulteriore periodo, regalarlo a qualche associazione, cioè darlo in beneficenza.
Altri negozi invece selezionano e acquistano gli oggetti portati in vendita dai privati, altri ancora gestiscono tutto come una sorta di club a iscrizione. Possiamo trovare negozi indipendenti e reti di franchising che utilizzano la stessa insegna, usufruendo di alcuni servizi erogati dal francisor a cui i titolari sono affiliati.
In ogni caso comprare e vendere oggetti usati rientra in uno stile ecologico, è una scelta di buon senso e di consumo responsabile che possiamo scegliere di adottare con la nostra famiglia.
Un buon database di negozi e mercatini dell’usato si può trovare sul sito www.mercatiniditalia.it

Qualcuno di voi li frequenta abitualmente? Come vi trovate?

Elisa Artuso

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