Vaccini obbligatori, il caso esavalente

Il tema delle vaccinazioni dei bambini non smette di far discutere, ed è di questi giorni un articolo del Fatto Quotidiano che mette in luce dubbi e critiche circa l’obbligatorietà nel nostro Paese del vaccino esavalente.

Intorno  ai tre mesi di vita i nostri bambini vengono sottoposti “obbligatoriamente” a una dose vaccinale che comprenderebbe gli antigeni per 6 malattie infettive, ma solo per 4 di queste (difterite, tetano, poliomelite, epatite b) vigerebbe l’obbligatorietà.

Ed ecco il primo punto in questione. Perché sottoporre i nostri bambini a un vaccino esavalente e NON quadrivalente? Per il Codacons si tratta di un evidente, e ingiustificato,  spreco di denaro (quantificabile intorno ai 114 milioni di euro l’anno).

Perché non rendere disponibili alle famiglie i vaccini singoli? Strano come l’industria farmaceutica ne ostacoli il reperimento, a favore della campagna commerciale di vendita dei vaccini combinati…

E perché l’obbligatorieta? A fronte dei movimenti e delle associazioni che negli ultimi anni si adoperano nella diffusione di informazioni “alternative” e indipendenti sulle vaccinazioni, sulla loro opportunità e sui rischi – provati – che esse comportano, adesso è possibile firmare il “dissenso informato“, grazie al quale le famiglie rifiutano di sottoporre i propri piccoli di pochi mesi al carico vaccinale dell'”obbligatoria” esavalente.

Senza dimenticare l’esempio del Veneto, dove si è riusciti a ottenere la NON obbligatorietà delle vaccinazioni pediatriche.

Il Ministero della Salute punta il dito contro dissenso informato e campagne antivaccinali, ritenendoli un serio pericolo per la salute pubblica. Ridurre il numero di soggetti vaccinati comporterebbe la ricomparsa di patologie ormai debellate. Un rischio – secondo il Ministero – maggiore rispetto a quello dei vaccini stessi.

Non concordano gli antivaccinisti, primi tra tutti il dott. Gava e il (nostro) dott. Serravalle, sottolineando i casi di morti improvvise nelle ore successive alla somministrazione dell’esavalente (nel 2004) che hanno portato al ritiro – l’anno successivo – di uno dei due vaccini utilizzati in Italia. Peccato che quello tutt’ora in vigore abbia la stessa composizione antigenica del “fratello” eliminato.

Infine restano pressoché inascoltati gli appelli presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità di avviare studi approfonditi sugli effetti a lungo termine dei vaccini. Primi sospettati malattie autoimmuni, allergie, morte improvvisa in culla e patologie neurologiche anche gravi quali l’autismo. Senza questo tipo di dati il dibattito resterà sempre controverso.

E nonostante il dissenso informato il numero di bambini sottoposti a vaccinazione non è diminuito. Segno che l’informazione passa prevalentemente attraverso i canali “ufficiali” e che è ancora forte l’imperativo di molti pediatri e delle Asl.

La nostra posizione riguardo i vaccini obbligatori è chiara (vedi, per approfondire, Bambini super-vaccinati), tuttavia riteniamo che sia necessario informarsi per conoscere e scegliere in coscienza  cosa è meglio per il proprio bambino.

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