Allattamento al seno e… Moizza e Luisa

1 ottobre 2012
Primo giorno di SAM.
La prima SAM senza Moizza.

Ma in realtà Moizza c’è.
Moizza è nel cuore di tutte le persone che l’hanno conosciuta.

Non solo: vive nei tanti post e note scritti in questi anni su Facebook e altri siti di mamme, vive nelle mail che ha mandato, vive nelle iniziative alle quali ha partecipato, vive nei suoi cari e in tutti coloro che le hanno voluto bene e stimata.

Moizza è qui mentre scrivo, nell’ultimo Codice Violato, nella rubrica del mio cellulare, nelle foto in archivio sul pc.

Moizza, un nome così o lo impari in fretta o sei fritta. E io l’ho imparato. E mai più scordato.

Ibfan Italia ci ha fatte incontrare, anni fa, non so più nemmeno io di preciso.

Abbracciarla, forte ed allo stesso tempo morbida e accogliente, è stata la conferma che era la meravigliosa persona con la quale avevo scambiato tante parole “virtuali”.

Con lei avevamo molto in comune.

Intanto l’essere mamme, un certo tipo di mamme (se siete qui che leggete sapete che cosa intendo) poi gli studi, il CUAMM, l’alimentazione.

Già, l’alimentazione. Da che aveva scoperto il dottor Berrino ed il progetto Diana si è lanciata in esperimenti culinari e condivisione di ricette vegane. E io ero al sua amica storicamente vegana.

La mantecatura del riso “secondo Moizza” per me resta una delle cose più straordinarie che abbia incontrato in tanti anni ai fornelli. Avevamo discusso parecchio, on line con altre cuoche, su come mantecare il riso senza burro e parmigiano che la margarina sì, ma non è uguale e l’olio non lega…

Lei si inserisce nella discussione e scrive che basta prendere, a fine cottura, un mestolo del riso, frullarlo e rimetterlo in pentola mantecando con quello. Magia!! Buonissimo, straordinario.

Racconto questo perché lei era così.

Sempre alla ricerca delle soluzioni ai problemi, sempre pronta a sperimentare e poi condividere.

Lei mi mandava le segnalazioni di violazione del Codice con delle spiegazioni a commento che facevano fuoco e fiamme già dal monitor.

Lei aveva dei miti e delle persone che detestava (Estivill: ti fischiano le orecchie??).

Lei mi chiedeva rassicurazioni, pronostici impossibili, mettendomi, a volte, in imbarazzo e in difficoltà…..lei amava parlare tanto del suo stato d’animo, io sono una che si chiude, ma pian piano abbiamo trovato una via equilibrata di comunicazione…

Lei si arrabbiava e litigava (non con me per fortuna) e poi sapeva far pace (o almeno ci provava).
Lei amava le cose belle, semplici, naturali, pure, giuste, sane.
Lei voleva vivere.

E voleva farlo per essere ancora moglie di Francesco, uomo davvero amatissimo, per veder crescere Davide che è un bambino bello come il sole, per essere un bravo medico ed aiutare gli altri con umanità avendo sperimentato la malattia e i suoi artigli, per essere utile al CUAMM e nelle altre cause.

Qui non resta che rimboccarsi le maniche e darle una mano a portare avanti le cose in cui credeva, quelle in cui crediamo anche noi. Partendo da oggi, dalla SAM 2012…e dal prossimo risotto da mantecare!

Ciao Moizza, testona bella, leonessa nel mio cuore.

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