Camminare con i bambini, diventare genitori

La strada che ci porta a diventare genitori consapevoli e attenti, quella che ci fa crescere ogni giorno insieme ai nostri bambini, la strada che vorremmo ci conducesse alla serenità per noi e alla libertà e responsabilità per loro, assomiglia ad un vero sentiero che attraversa terreni impervi e splendidi paesaggi, salite, discese e lunghe pianure, boschi, prati, rocce, e affollati marciapiedi…

E la misura per andare lungo questa strada, reale o simbolica, secondo me può essere solo il ritmo del camminare, di piccoli passi o lunghe falcate, ma pur sempre ad un ritmo lento, in contatto con la Terra, con lo sguardo all’orizzonte e anche ai piccoli dettagli, con la mente aperta all’imprevisto e agli incontri, gratificati, nonostante la fatica, da questo procedere così naturale, semplice e nello stesso tempo capace di farci meditare e diventare ad ogni meta un po’ più saggi.

Camminare nel ruolo di genitori e camminare insieme ai nostri piccoli non prevede scorciatoie o passaggi in automobile, è un percorso unico, da affrontare in prima persona.

Con in mente questa metafora mi piacerebbe da oggi parlarvi del camminare concretamente: dello scegliere di muoversi lentamente insieme ai bambini, portandoli addosso, sulle spalle, tenendoli per mano, standogli accanto o osservandoli correre avanti.

Camminare come misura degli spostamenti quotidiani o come possibilità di trascorrere insieme il tempo libero.

E da dove cominciare se non dal “prima”? Non da tanto lontano, ma dal momento in cui prende letteralmente forma il nostro essere mamme e papà: con un bel pancione da portare orgogliosamente a spasso!

Tempo fa lavoravo con un’anziana ostetrica che era solita consigliare alle mamme in attesa di camminare almeno un’ora al giorno per prepararsi al parto, e capitava che queste si lamentassero di non avere tempo, o di correre già abbastanza durante il giorno da desiderare solamente di potersi sdraiare; che camminare è noioso e faticoso con un pancione grosso…

Ma quello era davvero un buon consiglio! Camminare per camminare, al proprio ritmo, non per arrivare fino là: col respiro tranquillo, il passo fluido, il pancione che si lascia cullare dal bacino, i pensieri che scorrono e come noi non vogliono arrivare da nessuna parte, solo andare!

Un beneficio per la circolazione, un pieno di aria pulita, una pausa per lo spirito, un momento per sè e il proprio bambino, magari qualche volta tenendo la mano al futuro papà.

E’ vero che per molte i tempi del lavoro e l’asfalto cittadino non invogliano, ma è possibile rifarsi nei giorni di festa: in fondo bastano solo un paio di scarpe comode e un piccolo slancio contro la pigrizia!

Sottolineo di nuovo: camminare per il piacere di camminare, senza nessun altro scopo!

Non quello di prepararsi al parto, o di sgonfiare le gambe o mantenere sodi i glutei, nulla di tutto ciò. Semplicemente gustarsi una bella passeggiata! Così fa davvero bene …e un’ora sembrerà poco!

E voi? Riuscite ad andare a camminare? Raccontatemi come và: nel prossimo articolo vi parlerò proprio di “portare il pancione”.


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