Educazione dei bambini, premi e punizioni

Sei stato cattivo! A letto senza cena!”

Quante volte i nostri genitori, o i nostri nonni, se lo saranno sentito intimare, meglio strepitare negli orecchi.

Una minaccia ormai entrata nella “tradizione”, una “minaccia retorica”, che nessuno si sognerebbe più di applicare sui bambini (seppur ben nutriti) di oggi.

Non è così.

Nessuna “retorica”, nessuna minaccia. E’ notizia dello scorso weekend di un bimbo della provincia di Grosseto mandato a letto senza cena…

Vorrei fosse “solo” questo. Però la faccenda è parecchio più seria.

Il bambino ha solo 5 anni, e per punizione è stato lasciato senza cena, a casa da solo. Mentre mamma e papà, e sorella maggiore, si son goduti la prevista uscita con gli amici.

E alla quale il piccolo non ha meritato di partecipare.

I commenti si sprecano. Inorridiamo davanti a esempi di cotanta crudeltà, perché davvero non si trova altro aggettivo.

Insensibilità? Inconsapevolezza? Pazzia?

Quando ho letto la notizia – agghiacciante – mi è venuta in mente questa frase

La logica dei premi e delle punizioni”.

Una sorella premiata con la cena fuori, un fratellino punito per il suo comportamento, condannato a restare – a 5 anni – solo, di sera, in casa, senza cena, senza mamma.

Insopportabile per chiunque, figuriamoci per un essere di quell’età. Che infatti è riuscito a scendere in strada, in pigiama, singhiozzante. Voleva la sua mamma, la mamma che di certo “a fin di bene” gli ha appioppato una punizione esemplare.

E la ricorderanno bene, bimbo e mamma (papà e sorella) perché i carabinieri passando di là lo hanno trovato e – grazie alle sue indicazioni – sono riusciti a rintracciare anche l’allegra famigliola riunita con gli amici intorno a un tavolo.

Quello che un bimbo di 5 anni non ha meritato, perché “troppo cattivo”.

Lascio a voi ogni altra valutazione….

Beatrice Cerrai

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