Gravidanza e parto consapevoli

Il termine “Preparazione alla nascita” è ormai obsoleto, poiché retaggio di un passato in cui le donne dovevano essere “istruite” da qualcuno ritenuto più autorevole di loro in materia di nascita e di accudimento del neonato.

Ricordo che sempre sulla medesima “linea filosofica” ancora oggi le donne in gravidanza fisiologica si rivolgono ad un medico per poter avere conferma di ciò che il loro corpo già conosce o di ciò che il loro corpo è perfettamente in grado di segnalare…

Proprio questo passato e questa linea di pensiero hanno portato le donne stesse a perdere la fiducia nel proprio corpo, nel proprio istinto e nella propria innata capacità di dare alla luce la propria creatura e ad accudirla dopo il parto.

Esse sono state portate a credere che solamente grazie all’intervento e alla supervisione della figura medica e della tecnologia la gravidanza possa giungere serenamente alla nascita del bambino. Questa totale delega alla figura professionale ha inevitabilmente portato a una forte sfiducia nelle proprie capacità e nel proprio istinto che si ripercuote poi in una maggiore percentuale di distocie e parti operativi al momento della nascita.

Le donne non hanno bisogno di una “lezione frontale” che le infarcisca di informazioni, non hanno bisogno che qualcuno dica loro cosa fare o non fare….non hanno bisogno, soprattutto, che qualcuno dica loro come partorire!!!

Siamo esseri umani, siamo dotati di un’intelligenza superiore ed evoluta rispetto agli amici mammiferi (ma non sempre…), ma siamo pur sempre mammiferi!

Il che significa che la natura ha predisposto il corpo femminile ad affrontare la gravidanza, a segnalare eventuali disturbi e suggerire eventuali “correzioni” nel proprio comportamento al fine di alleviare o annullare determinati sintomi.

La natura ha creato una macchina perfetta che è in grado di segnalare alla futura madre quando il momento della nascita si avvicina e di spingerla istintivamente ad agire di conseguenza: se ad esempio lasciassimo venire a galla la nostra parte più “mammifera” scopriremmo che, quando comincia il processo che porterà alla nascita, cercheremmo un luogo familiare e indisturbato, raccoglimento e silenzio e non un ospedale stracolmo di persone estranee, luci e rumori!

Allo stesso modo, se dessimo retta al nostro istinto, non avremmo bisogno che qualcuno ci dica come affrontare una contrazione, come muoverci durante il travaglio, come e dove farci massaggiare, in che posizione spingere durante il periodo espulsivo…poiché lo sapremmo già!!

Il corpo femminile, inoltre, invia dei segnali per indicare alla futura mamma l’evolversi del proprio travaglio, senza che siano necessarie manovre invasive fastidiose e rischiose per la salute propria e del nascituro…praticamente un sistema perfetto!!!

Qualcuno si chiederà allora a cosa serva partecipare ad un corso di accompagnamento alla nascita…accompagnare, appunto, attraverso un percorso il cui fine ultimo è ritrovare dentro di sé la propria innata capacità di dare alla luce!

Già, poiché la mamma sa partorire e il bambino sa nascere, ma spesso (a causa dei già citati retaggi del passato) serve qualcuno che li “prenda per mano”e li rassicuri, che li aiuti a ricoprire dentro di sé questa capacità e li aiuti ad avere rinnovata fiducia verso il proprio istinto.

Un buon corso di accompagnamento alla nascita, dunque, non insegna, non impone, non dice cosa fare o non fare (poiché siamo tutti diversi e con esigenze e vissuti diversi). E una buona ostetrica non si mette in cattedra, non pretende di conoscere il corpo di una donna, il suo bambino e l’evolversi del suo travaglio meglio di quella donna e di quel bambino!

Spesso le insicurezze riguardano anche l’accudimento e la nutrizione del bambino. Il nostro bagaglio culturale, infatti, ci porta a credere che un bambino debba imparare immediatamente a dormire tutta la notte e nel proprio lettino, che a sei mesi debba cominciare le “pappe” e abbandonare il seno materno altrimenti non diventa autonomo e risulta, perdipiù, addirittura ridicolo.

Quante delle nostre nonne ci additano se un bimbo più grandicello succhia al seno? Quante insistono a farci sentire in colpa se un bambino dorme serenamente nel lettone accanto ai genitori? Quante ci dicono, non senza un pizzico di sadismo nella voce, che quel bambino resterà nel lettone per sempre?

Quante criticano quelle madri che “tengono sempre in braccio” i bambini? Mia mamma è tra queste, non lo fa per cattiveria nei miei confronti, ma perché a sua volta soggetta ai retaggi del passato!

Il corso di accompagnamento alla nascita, nella sua “rinnovata versione”, non dovrebbe limitarsi ad affrontare il momento della nascita, ma abbracciare un periodo di tempo molto più ampio, che comprenda anche la vita col bambino e accompagni i futuri genitori attraverso questa fase.

Aiutare i genitori a riscoprire i benefici (per sé e per il bambino) del sonno condiviso, dell’allattamento protratto, del portare i bambini, li aiuterà ad affrontare con più serenità, e senza sensi di colpa, questo aspetto dell’essere genitori decisamente più naturale ed istintivo

Un buon corso di accompagnamento alla nascita riesce a trasmettere le informazioni necessarie ad una futura mamma attenendosi alla fisiologia (del ciclo femminile, della gravidanza, del travaglio, della nascita, dell’allattamento, del puerperio, dell’accudimento del neonato, dell’alimentazione del bambino….).

Quando una persona conosce quello che la natura ha predisposto per lei sia a livello prettamente fisico, che emotivo e psicologico, allora è in grado di agire in risposta a ciò che sente istintivo fare. Si tratta di un percorso verso l’”autoriscoperta” che, se accompagnato con discrezione e con rispetto, può essere veramente utile per affrontare con serenità alcuni dei momenti più naturali della propria vita.

Emanuela Rocca

Potrebbe interessarti anche