VIDEO – Bambini e psicofarmaci senza consenso dei genitori

C’è da non crederci, ma ci siamo imbattuti nella notizia – non recentissima, per la verità – e se già in precedenza nutrivamo fortissime riserve circa il trattamento psicofarmacologico dei bambini, oggi non possiamo che urlare ancor più forte il nostro no.

Perché un bambino dovrebbe assumere psicofarmaci? Per curare sindromi psicotiche gravi? Per ansia o depressione? Al momento della prescrizione vengono illustrati gli effetti collaterali? I genitori sono al corrente della natura e della durata della terapia?

L’ADHD – sindrome di iperattività con deficit dell’attenzione – è la principale motivazione alla base dell’assunzione di psicofarmaci. Questa è la diagnosi che spesso si sentono comunicare i genitori di bambini che hanno difficoltà a stare fermi, che fanno fatica a concentrarsi…una pillola, e torna tutto sotto controllo.

Forse è vero, forse no, tuttavia una terapia psicofarmacologica – anche in età adulta – va seguita sotto stretto controllo del medico, secondo precise prescrizioni, e sospesa gradualmente. Una terapia psicofarmacologica non è una passeggiata, e se si pensa ai bambini lo è ancor di meno. Perché gli psicofarmaci possono avere effetti collaterali, e il trattamento potrebbe dover essere tarato a seconda della reazione del (piccolo) paziente.

Infine impossibile immaginare che i genitori non vengano informati di tutti questi aspetti, così come escludere il dissenso di mamma e papà alla terapia psicofarmacologica.

Bene, l’ interrogazione parlamentare presentata due anni fa (dopo la pubblicazione da parte di Giù le mani dai bambini di particolari registrazioni audio) contro la somministrazione di psicofarmaci senza il consenso informato dei genitori ci parla di tutta un’altra storia:

Una storia dove “in alcuni centri vi è la massima prudenza, mentre in altri centri la prassi abituale rivela la massima trascuratezza“, e dove un “bambino down, a cui è stata diagnosticata una sindrome ADSH (disturbo dell’attenzione in bambini iperattivi), […] è stato sottoposto a terapie a base di psicofarmaci senza il consenso informato scritto da parte dei genitori e per un periodo ben più lungo di quello autorizzato dalle norme vigenti” (“la somministrazione di un farmaco non è consentita per un periodo superiore ai 6 mesi ed è rinnovabile una sola volta“, sottolinea il testo dell’interrogazione).

Bambini che assumono farmaci i cui effetti collaterali non vengono fatti presente ai genitori, e senza il loro consenso.

Questo ha delle conseguenze, ne ha già prodotte (e di tragiche) negli Stati Uniti, dove l’abuso di psicofarmaci durante l’infanzia ha assunto proporzioni preoccupanti.

Vi proponiamo questo video, che non è una passeggiata. Questo è accaduto. Facciamo in modo che non accada anche da noi…

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