Che mondo è per mamme e bambini?

Che giornata difficile

In genere noi mamme lo diciamo quando il piccolo non ci ha fatto dormire, oppure se torna a casa da scuola perché malato.

Oppure perché abbiamo perso il treno per andare in ufficio perché lui non ne voleva sapere di vestirsi, e per strada abbiamo trovato un imbottigliamento. Se uscite dall’ufficio l’autostrada è bloccata, se abbiamo discusso con la collega, o con il vecchietto in coda alla posta e siamo di fretta perché è la nostra pausa pranzo…

Per me oggi è una giornata difficile perché sono stata investita da una valanga di notizie da film horror. E siccome il mio lavoro è anche quello di fare informazione per le mamme come me, con bambini come ho io, non è esattamente un boccone digeribile constatare (ogni giorno) che questo mondo alle mamme e ai bambini proprio non ci pensa

Anzi, ci pensa eccome, ma a modo suo

L’ultima trovata del marketing delle merendine si veste di accattivante avvenierismo: un set cinematografico alla 007 – ma quello nuovo! – una trovata alla Matrix, il microchip nel wafer al cioccolato e ehi! Il tuo bambino è geolocalizzabile e uno dei possibili 6 fortunati che, alla fine del gioco, si beccano 10 mila sterline sonanti!

E per noi mamme l’elisir di eterna giovinezza in creme e cosmetici sempre più perfetti, che non hanno più nomi, ma sigle di molecole, o neologismi mutuati ai laboratori. Lo vuoi il viso liscio e vellutato di un’adolescente “finché morte non vi separi”? Non bastava l’ormai ultrasorpassata placenta H dei tramontat(issimi) anni Ottanta, la bava di lumaca e la nanomolecola collagenosa.

No, niente di meglio della pelle fetale. Già, i feti operati in utero non presentano cicatrici. Utilizziamo quelli abortiti per fare creme per il viso e il decolleté delle donne, delle mamme. Ma attenzione, che i feti siano d.o.c., ossia abortiti “ancora in vita”, che altrimenti il belletto non funziona.

Se ciò non bastasse (e io sono già abbastanza stordita, per non dire nauseata) e essere madri a questo mondo risultasse davvero troppo difficile, beh…La supertecnologia e la robotica made in Japan ci corrono in aiuto!

C’è Geminoid, il nuovo androide pressoché uguale all’uomo: respira come l’uomo, ha una mimica facciale pari pari a quella umana, ma attenzione! E’ in grado di…manifestare sentimenti quasi quanto gli esseri umani!

Siamo a un passo dalla riproduzione (in meglio, altrimenti dov’è lo scoop?!?) dell’uomo, e se Geminoid adesso ha fatto ingresso a teatro, come attrice, domani potrà figurare sui documenti di identità come “genitore androide“, insieme a genitore 1 e 2…Oppure soppiantarli.

Mi fermo qui, è tardi e ne ho abbastanza per oggi.

Mi auguro di non trascorrere una notte infestata da incubi popolati da Grandi Fratelli nascosti nella merendina di mio figlio, bambini mai nati chiusi nel barattolino della crema viso e robot in lacrime che cercano di convincermi di come i loro sentimenti siano più autentici dei miei.

Della mia nausea, e del mio sdegno, di certo NO.

Beatrice Cerrai


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