Alimentazione vegana, una scelta da rispettare

Qualche giorno fa mia figlia era dai nonni e si è trovata a condividere il pasto con loro che mangiavano, per puro caso, della pasta al forno con ragù di carne.

Le hanno chiesto se volesse assaggiare e lei ha detto di sì, anche ingenuamente, visto che non sapeva cosa contenesse quel piatto.

Il fato ha voluto che arrivassimo proprio in quel momento io e mio marito, che rimaniamo basiti dalla scena. Non tanto perchè nostra figlia volesse assaggiare, ma perché i nonni non hanno rispettato una nostra decisione.

Io posso provare a mettermi nei panni dei nonni preoccupati per la nipotina, e capisco che provino in tutti i modi a parlarne con noi adulti! Ma non è corretto che, ogni volta davanti alla piccola, si facciano discussioni e si arrivi al punto di proporre carne!

La cosa mi ha lasciato l’amaro in bocca, perchè, pensavo, sull’argomento “cibo” si sentono in dovere di intervenire. Quando mai è successa una cosa del genere a loro quando eravamo piccoli noi?

Quando mai qualcuno ha pensato di dire a genitori che scelgono di far mangiare di “tutto” ai loro figli che non è la scelta giusta?

Però quando scelgono di NON dare carne e alimenti animali, tutti pronti ad accusare.

Io accetto un confronto con chi si informa e almeno legge, anche scetticamente, gli studi disponibili sui danni dei prodotti animali. Con chi non si arroga il diritto di giudicare. Con chi è aperto al dialogo. Con chi, in ogni caso, non venga a dirmi come educare mia figlia!

Questo discorso vale non solo per i nonni, ovviamente.

So che ci sono molti vegani che si pongono con molta presunzione e arroganza, io credo di poter dire di non essere tra questi; mi piace informare le persone che conosco, perchè, come ho già scritto, solo con una informazione più ampia possibile si può dire di “scegliere” realmente.

Sto andando avanti nella lettura del libro The China Study ed è davvero impressionante venire a conoscenza delle potenzialità che una sana alimentazione comporta, come guarigione o comunque fortissimi miglioramenti in tante, tante, patologie: cardiopatie, diabete, obesità, forme comuni di cancro (seno, prostata, intestino crasso ), osteoporosi, problemi renali….

Gli studi non sono isolati, iniziano ad essere una mole davvero consistente. Allora perchè non darci una sbirciatina?

E’ vero che è tanto comodo non lasciare la via vecchia per la nuova, non cambiare le nostre abitudini e convinzioni.

Ma se da questo dipende la salute nostra e dei nostri figli?

Nel libro in questione è trattato solo l’aspetto “salutistico” e non “etico” della scelta vegetariana-vegana, quindi nessuna paternale sugli animali che soffrono o su cosa sia meglio indossare (anche se sarebbe da superficiali non approfondire anche questo aspetto) , e leggerlo potrebbe veramente portare all’acquisizione di nuove sconvolgenti notizie e sulla mole di studi che sono stati svolti per arrivarvi.

Nel mio piccolo cerco di condurre piccole battaglie per piccoli risultati, o forse grandi risultati?

Un grande risultato sarebbe far crescere in mia figlia, di pari passo con la sua altezza, il suo senso critico.
Un grande risultato sarebbe quello di farla crescere forte delle sue convinzioni, capace di lottare per esse.

Per ora mi accontento di riuscire a non far elargire ai bambini a scuola caramelle e cioccolatini e ogni tipo di biscotti e brioches, facendo riflettere su cosa stanno dando veramente ai bambini.

E sarebbe una bella cosa ricevere quel po’ di rispetto che mi compete anche per il solo fatto di essere “mamma”.

A presto.

Clara D’Attorre

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